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Libri & Conflitti. L'estratto da I RICICLISTI
Libri & Conflitti  I riciclisti, di Andrea Satta (pagine 160, euro 16,00 edicicloUn romanzo che racconta la bicicletta in tutte le sue sfumature possibili, la bicicletta degli eroi, della fatica, quella delle montagne, degli orizzonti aperti, dell’attesa, quella del business e delle carovane pubblicitarie, la bicicletta partigiana, la bicicletta contadina, la bicicletta della povertà, degli extracomunitari che tornano di notte, ubriachi e senza luci sulle strade statali, la bicicletta delle belle ragazze vestite leggere e degli amori a primavera, la bicicletta alla radio e alla tv, la prima volta della bicicletta senza rotelle che da sempre lega in un momento unico padri e figli. L’Italia attraverso la bicicletta.



La vecchia che prima aveva parlato, temendo che si trattasse male la Madonna, è rimasta a bordo della pista, cioè del giro di racconti accanto al fuoco, adesso un po’ più basso e ormai diventato un gran braciere. Lancia una polvere, con un gesto rapido e un po’ sospetto, non so che cosa sia, ma lo rianima di colpo e la fiamma divampa vivace.
«Chi sei, bella signora? Ti presenti?» le chiede qualcuno seduto dall’altra parte della fiamma, forse Alberto o Matteo, non ricordo.
«Mi chiamo Jelena e vengo dal Montenegro».
«E cosa vendi?» domanda Kathryn.
«Piccole radio, ombrelli, mantelline per la pioggia, mortaretti e spari per la festa, ma adesso, racconti, e senza pagamento.
Non ho vino qui con me però, posso darvi... un campanello! È raro, in legno, se vuoi te lo regalo».
Poi guardandosi intorno...
«Che belli quei bambini! Sono vostri?» riprende, cercandoci con gli occhi, uno a uno come per indagare la somiglianza.
«Sì, certo» risponde qualcuno...
«Kevin, Geo e Juan» dico presentandoli, «e... ah!... e c’era anche una bambina americana che non vedo, Jane?
Jane?» li contavo, alzando un po’ la voce.
«Jane?» domando rivolto a Geo.
«Papi! È là, Jane! Seduta davanti al camper, in braccio alla sua mamma».
«Allora ecco bambini...» continua la vecchia con un sorriso a mille rughe.
«... guardate! È fatto in legno!» allargando la sua gonna colorata e larga sull’asfalto e i bambini intorno.
«Non ne avete visti mai, vero? È antico, molto! Lei lo custodirà» e lo mette in mano a Kathryn.
«E vi ci farà giocare, è vero, signorina bionda?» sorride mostrando i denti d’oro.
«Era della bici di uno del paese, di dove sono vissuta io, nel Montenegro, di una bicicletta con le gomme piene e i cerchioni in legno».
Facciamo tutti un passo avanti per vedere.
«È morto l’altra estate, in riva al lago, lui. L’hanno trovato dopo un mese, viveva solo, in una casa ai margini del bosco, con la sua bici e il suo cane. Conosceva ormai soltanto me, che ogni tanto lo andavo su a trovare. E ci dovevo andare a piedi, fino all’inizio della valle. E da quando non vivo più in Montenegro... con lui non c’era mai nessuno.
Avrà avuto più di novant’anni, molti più di me che ne ho settantacinque!».
«Settantacinque?» chiedo io.
«Ma è incredibile!» stupefatta Kathryn.
«Voi parlate di bicicletta, siete appassionati, lo vedo e questo di voi mi piace, come il calore con cui vi raccontate
le vostre storie...» riprende la vecchia.
«... ma la bici di questo campanello era quella di un postino, che la usò per cinquant’anni per portare messaggi d’amore, di guerra, di pace, di morte, di sventure e anche di speranza fin nelle contrade più lontane. Poi, dopo la pensione fece il guardiano della diga, alla testata della valle. Pedalò fino all’ultimo respiro per vigilare, per fare il fontaniere e per pescare nell’acqua del lago in cui è sepolto.
Sì, perché questo lui chiese che, una volta morto, potesse finire dentro il lago, insieme alla sua vecchia bici. Come un marinaio in mare. E così è stato. Una barca a remi prese il largo, circondata di piccoli lumini, in una notte tiepida di aprile e mezza luna. Silenzio sulle rive, come fosse solo, ma era convenuta lì tutta la valle.
Questo campanello è quel che di lui resta e ha un suono raro. L’avrei dovuto regalare al primo essere umano incontrato
un minuto dopo la sua morte. Gliel’avevo promesso, ed è ormai passato un anno. Ma da quel giorno... i primi esseri umani che incontro siete voi! Io mi son tenuta il cane».
E il cane segue tutto il discorso, accucciato sui piedi dei bambini. Immobile con il muso sulle scarpe come fossero cuscini. Ogni tanto alza gli occhi, prima uno e poi l’altro, giusto per vedere che gente siamo, poi sospira rassicurato, e si riaccoccola con uno sbadiglio al caldo davanti al fuoco. Ora salgono le fiamme che alcune lingue possono superare anche i due metri, impressionano a schiaffi,
muovendosi col vento anarchiche e irregolari. Si allarga il cerchio, ormai tanta gente si è aggiunta e tanta è la voglia di ascoltare...
La vecchia non va oltre di una parola, saluta tutti con la mercanzia in mano, chiamandoci per nome.
Noi tutti rispondiamo e il cane si alza di scatto per seguirla, Liverso la salita.
«Mantelline per il freddo! Radioline!» grida ormai lontana...

Andrea Satta, romano, pediatra, è il cantante solista della band Tête de Bois (band ufficiale della prima edizione della trasmissione su La7 “Niente di personale”). Ha collaborato con: Paolo Rossi (con cui è andato a Sanremo), Daniele Silvestri, Moni Ovadia, il Banco del Mutuo Soccorso, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Paola Turci, Gino Paoli, Arnoldo Foà e tanti altri… In teatro ha lavorato con Uderico Pesce. E’ direttore artistico della Officina Culturale della Regione Lazio “41esimo parallelo”. Ha ideato e diretto per dieci anni il Festival Internazionale di Arte su strada “Stradarolo”. Assieme ai Tête de Bois è stato premiato con la Targa Tenco nel 2002 (come interprete con “Ferrè l’amore e la rivolta”) e nel 2007 con “Avanti Pop”un disco e un progetto sul mondo del lavoro che ha fatto tappa in tutt’Italia e da cui è stato pubblicato un libro edito da “Il Manifesto”. Ha collaborato con “Carta” e con “Il Manifesto” per il quale, nell’estate 2008, ha realizzato un reportage completo del Tour de France.



I riciclisti
Andrea Satta
LIBRO + CD con 4 canzoni inedite per pedalare dei Tetes de Bois
€ 16,00
pagine: 160
ISBN: 978-88-88829-80-7

 

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