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Libri & Conflitti. L'intervista a Antonio Musella, autore di IL PAESE DEI VELENI
Libri & Conflitti. Il "miracolo" economico italiano è stato in realtà un disastro. Dietro la favola della crescita e del progresso si è nascosto un sistema industriale che ha avvelenato un Paese intero. La maggior parte della superficie nazionale, insieme alle persone che la abitano, è stata svenduta al profitto, con la complicità della politica. Oggi, che l'Italia non può più ignorare il prezzo troppo caro in termini di vite umane che ha versato e continua a versare, anche le bonifiche si rivelano un grande business. Da Taranto a Napoli, da Rosignano a Brescia, passando per il Lazio e la Sicilia, il libro ripercorre la genesi del fenomeno biocidio che sta uccidendo il Belpaese. E delle comunità che hanno scelto di ribellarsi.
Il paese dei veleni. Il paese reale che muore, sotto i colpi di speculazione e profitto. Un’intervista ad Antonio Musella, uno dei curatori dell’inchiesta sui disastri ambientali degli ultimi anni.

 
Che cosa significa in questo periodo storico caratterizzato da una crisi che aggredisce corpi, coscienze, benessere e dignità, scrivere un’inchiesta sul biocidio?

Significa provare a mostrare come in conflitto tra capitale e lavoro interessi anche l'ambiente e come conseguenza incida anche sul bios di ciascuno di noi. Il lavoro che abbiamo fatto non indugia sul dolore delle vittime del biocidio, esercizio spesso caro ai preti, ma prova a svelare attraverso il metodo dell'inchiesta giornalistica come lo scempio del territorio sia parte integrante del sistema economico in cui viviamo e dentro la crisi l'aggressione si fa ancora piu' acuta.

Di fronte ad un’opinione pubblica silenziosa, complice dei vari governi dell'austerità che si sono susseguiti in questi anni, si è opposta la tenacia dei comitati politici che hanno costruito campagne di critica e sensibilizzazione, come quella dello “Stop Biocidio”. Credete che la spinta dal basso tramite l’autorganizzazione, coadiuvato dall’apporto tecnico di medici, sia una strada efficace da percorrere per la denuncia e il cambiamento di condizioni critiche in cui verte, tra i tanti, la Terra dei Fuochi in Campania?
Crediamo che sia la sola possibile. I comitati in questi anni sono stati punti di riferimento impareggiabili. Senza di loro oggi non si saprebbe nulla del biocidio. Nel nostro paese c'e' un gruppo di giornalisti che ha deciso di fare rete e dare voce alle ragioni dei comitati. Questo libro vuole essere uno strumento nelle mani di queste esperienze.

L’invasione degli impianti industriali (che siano fabbriche di armi o acciaierie), delle discariche e degli inceneritori (e perché no, della TAV) modificano la geografia ambientale e umana dei luoghi. Dai dati offerti dall’inchiesta risulta essere abbastanza sfumata la speranza di una sana convivenza - anche a livello economico - di queste “grandi opere” con l’uomo. Quali le prospettive per una gestione sana per il problema del corrotto industrialismo all’italiana?
La questione è molto complessa ed è al centro di una articolata discussione. In molti credono che la strada della riconversione ecologica sia lo strumento per alzare la soglia di sostenibilità. Noi ci sforziamo di indagare le diverse proposte e proviamo a stare nel recito del nostro mestiere. Di certo appare assai difficile immaginare la riconversione di una mostruosità come l'Ilva ad esempio.

E’ recentissima la notizia del rinvio a giudizio sul caso Ilva del governatore di Puglia Nichi Vendola, accusato ora di Concussione aggravata. Insieme a lui, una lista di nomi tutti legati da un filo rosso che come un cappio ha circondato la città di Taranto, diventata ormai un tutt’uno con l’Italsider, un essere chimerico da immaginario post apocalittico. In questo scenario non si può tralasciare la responsabilità di Vendola, complice insieme ai fratelli Riva e ad un sistema più vasto in cui sono partecipi media, DIGOS e aziende private, che ha permesso la sopravvivenza di un’architettura tutta retta dalla logica del profitto, a costo della vita stessa dei cittadini. La sinistra parlamentare, dunque, pare aver perso pure questo ultimo baluardo. Che considerazioni politiche puoi estrapolare da questi ultimi eventi?
Non spetta a me fare questo tipo di considerazioni. Dalle vicende che abbiamo indagato, compreso quella tarantina, è evidente che le amministrazioni di tutti i livelli da quello comunale fino al governo nazionale hanno avuto dei ruoli talvolta di complicità, talvolta di connivenza, talvolta di ambigua attenzione nei confronti degli autori dei peggiori scempi ambientali. Non credo che si possa fare una distinzione di tipo ideologico, gli amministratori locali devono rispondere innanzitutto ai cittadini del proprio territorio e troppo spesso destra e sinistra hanno avuto comportamenti analoghi. Credo pero' che senza quel profilo culturale che i movimenti sociali che traggono le loro radici dalla sinistra extraparlamentare hanno saputo dare a diverse battaglie ambientali oggi saremo in un paese che, piuttosto che trarre ricchezza dalle esperienza di lotta sui territori come prefigurazione di una società altra, saremmo nel paese dei Nimby o degli interessi particolari. La sinistra come universo mondo ha dato un contributo importante a queste lotte. In tanti a sinistra anche in parlamento hanno sostenuto e sostengono queste battaglie. Pertanto credo che sia ingeneroso un giudizio frettoloso su questi temi sulla sinistra parlamentare, credo piuttosto che contino le responsabilità dei singoli.


Andreina Baccaro, 32 anni di Taranto. Giornalista professionista, lavora per il settimanale Wemag. Ha lavorato a L'Unità di Bologna. Nel 2007 ha vinto il premio "Ilaria Alpi Maria Grazia Cutuli" della Camera dei Deputati con la tesi di laurea "Il diritto all'informazione in tempo di guerra".

Antonio Musella, 32 anni, giornalista ed attivista, reporter del giornale online Fanpage.it e collaboratore del settimanale Left. Ha pubblicato Mi rifiuto (Sensibili alle foglie, 2008, è coautore di Chi comanda Napoli (Castelvecchi, 2012).

Il paese dei veleni (Biocidio, viaggio nell'Italia contaminata)
di Andreina Baccaro e Antonio Musella
robin round edizioni
collana: Fuori rotta
pagine: 120
isbn: 9788895731964
prezzo: € 13

 

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