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Libri & Conflitti. La recensione di LETTERE DA CASABLANCA
Libri & Conflitti. Scritta tra il dicembre 1995 e l’ottobre 1999, questa serie di lettere rappresenta uno scambio unico tra due intellettuali e scrittori marocchini: Rita El Khayat e Abdelkébir Khatibi.

L'estratto QUI

Se dovessi presentare questo epistolario con un termine di valore non esiterei a racchiuderlo nella parola “autenticità”, aggettivo peraltro menzionato da Rita El Khayat, autrice insieme ad Abdelkébir Khaitibi di questo scambio di lettere, il primo delicato, creativo, tra una donna e un uomo nella tradizione islamica.
”Quando iniziai ad avere un “corrispondente” come Abdelkébir… ero una donna che credeva solo nella grande importanza della creatività, dei legami delicati tra le persone, dello scambio autentico fra un uomo e una donna…”.

E’ questo parte dell’incipit di Lettere da Casablanca, di Rita el Khayat e Abdelkébir Khatibi (pagine 156, euro 15,00 lantana editore); lei ha ritirato il “premio internazionale letterario Eugenia Tantucci” proprio nella Giornata Mondiale per i diritti umani dell’Onu. Lui, invece, è venuto a mancare nel 2009, e chi lo sa, se è proprio questa mancanza a impreziosire in modo ulteriore questo epistolario di cui Abdelkébir stesso nelle prime pagine si interroga se scrviersi sarà un “cammino”… o piuttosto “una bella scommessa”.

Un epistolario quello proposto ai lettori italiani da Lantana che rivela una relazione molto particolare tra i due protagonisti, guidati dall’aimance: “una parola antica… che raccoglie in sé quelle della parola amare, dell’amore e dell’amicizia”, e che in un’altra lettera, spiegherà sempre lui, “rischiamo di dimenticare “l’aimance”, ma essa non dimentica noi.
Sono queste lettere a insegnarci che in fondo l'aimance non nega la passione, “la accoglie, vi si cristallizza in attesa, con pensiero ospitale”.
Ed è in questo scambio delicato, sincero, guidato dalla passione, che le parole diventano interrogativi e riflessioni profonde sulla vita, la morte, ma anche sul tempo, la natura, e i sentimenti che appartengono all’animo umano: persino la sofferenza e il dramma di una perdita.

"Raccontami agli altri. Di loro che ho sofferto tutta la vita per non essere stata compresa. Né amata. Il mondo è molto crudele con me. Non mi aspetto niente. Non voglio niente. Non spero in niente".
Sono queste dunque le parole che scrive Rita El Khayat a Abdelkebir Khatibi, in uno dei momenti più drammatici della vita di una donna: quelli che seguono alla morte di un figlio. E Rita, infatti, ha perso Aini Bennai, la figlia adolescente a cui in seguito ha dedicato numerose poesie.

Ed è proprio questo dolore, in fondo, a mutare questo rapporto epistolare perché la perdita di Aini segnerà una perdita che la scrittura di Rita non potrà trascurare.
Lettere da Casablanca è inoltre un’occasione impedibile per conoscere l’impegno nel mondo della cultura, dei diritti, delle donne da parte di Rita El Khayat, tra l’altro, personaggio di rilievo in Marocco come nel Maghreb.


Rita El Khayat, è considerata una tra le più importanti intellettuali del Marocco. Scrittrice, psichiatra ed etno-psicanalista, fa pare di quel gruppo di donne dalla doppia appartenenza culturale, araba e francese e scrive prevalentemente in lingua francese. Attraverso un impegno attivo e attraverso le sue opere Rita El Khayat si batte per i diritti e la libertà delle donne contro l’estremismo islamico ed è stata tra promotrici della Moudouwana, la riforma del codice di famiglia in Marocco. Ha pubblicato numerose opere sull’universo della psichiatria e sulla condizione esistenziale delle donne nel mondo arabo. L’autrice è nota anche in Italia dove ha tenuto una serie di conferenze riguardanti la cultura araba.
A tutt’oggi la sua opera letteraria conta 30 libri. Candidata al premio Nobel per la pace nel 2009.

Abdelkébir Kathibi
, Scrittore marocchino (El Jadida 1938 – Rabat 2009). Laureato in sociologia alla Sorbona di Parigi, appartiene alla generazione degli scrittori degli anni Sessanta che si è confrontata con la decolonizzazione e la conquista dell’indipendenza da parte degli Stati del Maghreb.
Ha scritto saggi di sociologia, dei quali il più famoso è Le livre du Sang (Gallimard, 1979), Khatibi ha pubblicato opere dedicate al problema del bilinguismo, come L'art calligraphique arabe (1976; L'arte calligrafica araba) e Maghreb pluriel (1983; Maghreb plurale), in cui sostiene l'importanza dell'unione delle culture araba e occidentale. Negli scritti più recenti si è occupato di arte, con Revue noire (1996) scrivendo sul pittore Ahmed Cherkaoui e dando un contributo al libro Civilistation marocaine (1996; Civilizzazione marocchina) una sorta di enciclopedia su tutti gli aspetti della vita di questo Paese.

Lettere da Casablanca
di RITA EL KHAYAT – ABDELKÉBIR KHATIBI
Lantana editore
pagine 192
euro 15,00
isbn 9788897012771

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