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Amazon. Malet: "Lavoratori sorvegliati da scanner: fornisce posizione di ogni lavoratore, ritmo di lavoro, produttività al secondo"
. Libri & Conflitti Un’inchiesta ben più che interessante quella realizzata da Jean-Baptiste Malet “En- Amazonie”. Un infiltrato nel migliore dei mondi, in Italia edito da Kogoi edizioni (pagine 142, euro 15,00), nella collana Fuoristrada.
Oggetto di successo per tutta la critica francese e spagnola, l'inchiesta è stata condotta da un giovane reporter di ventisei anni, già autore in Francia di Derrière les lignes du Front (Golias, 2011).
Un lavoro importante quello che l’editoria italiana ha voluto – per fortuna – consegnare ai lettori e, soprattutto, alle nostre coscienze e proprio perché dà voce e mette luce a un mondo, quello di Amazon, che viola i diritti e la dignità dei lavoratori, e che gli utenti per lo più non conoscono perché hanno modo di affacciarsi solo su internet nell'ambito della vendita online.
Ma chi lavora dentro le aziende di Amazon? A quali condizioni? E con quali regole? La scorsa settimana per voi abbiamo pubblicato uno stralcio del libro.
Per voi, oggi, invece un approfondimento al libro con l'intervista a Malet che ha vissuto in Amazon come lavoratore.

L'estratto

Come hai avuto l’idea di infiltrarti in Amazon?

All’inizio ho cercato di incontrare impiegati di Amazon all’uscita del loro lavoro, a Montelimar e con l’obiettivo di realizzare un semplice reportage. Gli operai erano spaventati. Mi dicevano: «Non ho il diritto di parlare, potrei essere licenziato se lo facessi!». Allora ho deciso di farmi prendere a lavorare lì per scoprire i segreti di Amazon, notando da subito l’estremo affaticamento di questo lavoro, le tecniche di controllo informatico della mano d’opera. Quando è stato inaugurato dal ministro dell’industria Arnaud Montebourg il sito Amazon di Chalon-sur-Saone, gli stessi giornalisit locali non sono stati autorizzati a visitare i magazzini. Questo mi è stato chiaro dalla mia entrata in Adecco – l’impresa che fornisce interinali ad Amazon – poiché ci ha fatto firmare una clausa di dati riservati illegale del tutto. Secondo infatti i documenti che presenta Amazon io non avevo il diritto di parlare con nessuno, neanche della mia famiglia, di tutto quello che accadeva sul luogo di lavoro. Quello che bisogna tacere è l’estema violenza del lavoro.

Il tuo libro è importante perché racconta una realtà che il mondo non conosce molto bene e anche una realtà che uccide la dignità del lavoratore. Qual è stato il confronto anche con i lettori ?
I lettori sinceri, quelli che hanno scoperto «il rovescio della medaglia» di Amazon grazie al mio libro mi hanno spesso ringraziato per aver svelato un mondo tenuto nascosto che non possono vedere cliccando semplicemente sul sito, ordinando un prodotto. Io ho fatto il mio lavoro di giornalista: testimoniare il mondo, una parte del mondo inesplorato. Ritengo che in una società democratica le condizioni del lavoro non debbano essere oggetto di «segreti ». I nostri diritti sociali devono essere rispettati. Se si comincia ad accettare che delle zone divengano zone segrete, significa che è lo Stato di diritto a essere minacciato, e le conquiste sociali. I lettori questo lo hanno compreso bene. Ricevo spesso lettere di persone che mi ringraziano e che mi spiegano che intanto non comprano più su Amazon ma sono tornati dai librai per ordinare i loro libri.

Possiamo dire che il mondo del lavoro, per quello che concerne la vendita dei beni, è cambiato con internet, ma anche che – tristemente – lo sfruttamento eccessivo dei lavoratori è terribile, disumano… Noi, attraverso, internt, non possiamo vedere come lavorano i dipendenti…
Assolutamente. Il mondo del lavoro è faticoso e difficile per molti punti, ma Amazon ha le sue specificità e volevo descriverle in questo libro. Come autore ho voluto descirvere gli effetti gravi, la fatica… Raccontare « cose sentite » permette di consegnare il reale e così condividerlo con il lettore. E’ questo che rende visibile il lavoro e la sofferenza che genera, i meccanismi di sfruttamento. Dà anche rilievo a questa economia numerica realizzata a partire dal lavoro delle donne e degli uomini che alcuni vorrebbero presentare in modo virtuale.

Dal tuo libro emerge che i turni dei lavoratori sono fatti in maniera tale che i dipendenti si incontrino il meno possibile negli orari di lavoro, che i turni, appunto, li facciano sempre con persone diverse. una strategia dell'azienda per evitare che i lavoratori possano conoscersi bene e col tempo unirsi anche contro l'azienda avviando delle battaglie interne. qual è stato il tuo confronto con i lavoratori? Parlaci della tua esperienza come giornalista e come lavoratore…
Io lavoravo di notte, dalle 21,30 alla 4,50. Ufficialmente secondo l’agenzia interinale, io facevo più di 20 km a notte – in realtà secondo i sindacati questo numero è più alto. Una volta terminata la mia notte di lavoro da amazon e rinetrato nella mia collocazione temporale a montelimar, bisognava che io pensassi al moi lavoro di scrittura e di sintesi. Mi serviva scrivere le « cose viste ». La specificità delle «fabbriche logistiche » Amazon in rapporto alle altre fabbriche è la condizione psicologica che è esercitata. Un’atmosfera particolare. I salariati sono sorvegliati permanentemente dalla macchina scanner con cui lavorano: è una macchina collegata a una rete wifi, che fornisce al capo la posizione esatta di ogni lavoratore, il suo ritmo di lavoro, e la sua produttività è registrata di continuo, al secondo. La paura di ciascuno falsa anche l’espressione di tutti. A volte sentirete parlare bene del sistema Amazon per proteggersi mentre scoprirà in un altro contesto che quelli che e parlan bene sono i simpatizzanti del sindacato CGT.

Cosa vuoi aggiungere per i lettori italiani?
Sono molto felice di essere venuto a Roma a presentare il libro, e sono entusiasta del lavoro che sta facendo kogoi edizioni. A Rom aho potuto non slo scoprire la qualità della produzione intellettuale italiana ma soprattutto che in europoa abbiamo tutti gli stessi problemi nel lavoro, e che dunque il nostro modello di lavoro è da reinventare. ho incontrato lavoratori delle logistica in sciopero e abbiamo potuto fraternizzare. E' important eche le lotte sociali oltrepassino le frontiere nazionali. Poiché i sldi di amazon circolano su tutto il, pianeta. Amazon è un campione dell'evasione fiscale poiché quando voi comprate un libro sul sito Amazon italiano o sul sito francese i soldi arrivano nello stesso posto: a Lussemburgo. E' importante che noi ci battiamo per la sovranità dei nostri Stati, perché i cittadini siano protetti dal diritto.


Jean-Baptiste Malet è un giornalista. Reporter investigativo, ha lavorato per «Le Monde Diplomatique» e «Charlie Hebdo».
Il suo primo libro è Derrière les lignes du Front (Golias, 2011)

En-Amazonie. Un infiltrato nel migliore dei mondi
Jean Baptiste Malet
kogoi edizioni
ISBN: 978-88-98455-04-1
[epub] ISBN: 978-88-98455-08-9
collana: Cultura & Società
pagine 160
euro 12,75

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