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Libri & Conflitti. La recensione di C'E' POSTO TRA GLI INDIANI
Libri & Conflitti. In uscita il 28 marzo, C'è posto tra gli indiani verrà presentato il 25 marzo, ore 18,00 a Roma presso l'Arion del Palazzo Esposizioni (Via Milano, 15-17, con Paolo Di Paolo e Florinda Fiamma  Letture di Luca Dresda.

L'estratto QUI


Fa pensare subito a un film il romanzo C’è posto tra gli indiani (pagine 200, euro 13,00), l’ultimo della casa editrice Giulio Perrone candidato al Premio Strega, firmato da Alessio Dimartino, che con questo libro è al terzo romanzo dopo Tutti vivemmo a stento(2010) e Il professore non torna a cena (2012).

Protagonisti indiscussi Marcello, eroinomane, che nella prima pagina ci accoglie seduto in mutande sul divano con il mal di testa di chi, il giorno prima, ha esagerato con la dose.
Al suo fianco vedremo presto Bobo, un cocker spaniel fulvo con la vescica piena, per riportare la descrizione dell’autore.
I due si muoveranno insieme durante una notte, in ben venti tappe, attraversando e così raccontandoci una Roma notturna che va da largo Preneste… A piazza Lodi… Passando per via Alba… Via Appia Nuova… e durante la quale avremo modo di incontrarci e scontrarci con una città meticcia ricca di contraddizioni, non luoghi dove bighellonare, fino – anche – a vedere passare Marcello e Bobo per piazza Esedra. E qui il nostro protagonista si ferma per chiedere un accendino a Valerio, giovane trentenne marchettaro, ma un attimo dopo esiterà ad andare via, ed esiterà anche se fuggire è quello che vorrebbe. Ma Marcello resta e, racconta Dimartino, non ne capisce neanche lui il motivo.

Del resto, è una notte particolare questa in cui Marcello si muove con Bobo.
Intanto Marcello è un veterinario, davvero poco convinto!, e Bobo non è suo: gli è stato letteralmente recapitato in casa da un anziano che Marcello decide si chiami Alfred.
Alfred si è dunque fiondato da lui lasciandogli il cocker con la vescica piena e con poche parole al seguito: “Su questo biglietto c’è il nome della persona a cui consegnare Bobo”. Misterioso questo Alfred che poi, infatti, scompare.
Scompare, tra l’altro, senza sapere che Marcello è ancora innamorato della sua ex, Silvia, della quale tuttavia non gli resta che sbirciare qualche foto su internet. Sbirciare per poi masturbarsi.
E scompare, inoltre, ignorando che Marcello proprio prima che l’uomo facesse piombare Bobo nella sua vita ha deciso di uccidersi con una discreta dose di sedativi.

Ma tutto quello che c’è da svelare e scoprire nella storia narrata dall’autore, a tratti crudele e cinica come lo è la vita, arriverà dopo una notte trascorsa per Roma. Tra i vari incontri che in qualche modo tratteggiano volti della nostra capitale non manca, in via Appia, quello con Johnny, uno dei bambini zingari che Marcello portava a scuola quando faceva servizio civile. Ma c’è anche la tappa “dei ricordi”, quando nella dodicesima Marcello e Bobo li incontriamo nella scalinata laterale della Basilica di San Giovanni. Marcello a ricordare Stefania, poi Silvia. E su Silvia si ferma.

Questo romanzo di Dimartino è esattamente come lui nel libro descrive la vita: una questione di sfumature. Di sfumature e di tempo. Ed è senza accorgervene che vi ritroverete a leggere i titoli di coda.


Alessio Dimartino è nato a Roma, dove tira a campare tra il lusco e il brusco. Ha pubblicato due romanzi: Tutti vivemmo a stento (2010) e Il professore non torna a cena (2012).

C'è posto tra gli indiani
di Alessio Dimartino
Giulio Perrone editore
collana Hinc
pagine 200
euro 13,00
in uscita il 28 marzo

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