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Libri & Conflitti. L'estratto da LETTERE DA CASABLANCA
Libri & Conflitti. Scritta tra il dicembre 1995 e l’ottobre 1999, questa serie di lettere rappresenta uno scambio unico tra due intellettuali e scrittori marocchini: Rita El Khayat e Abdelkébir Khatibi.
Entrambi appartengono alla civiltà islamica e al suo sistema sociale patriarcale, e questo scambio è il primo esempio di epistolario tra un uomo e una donna della tradizione islamica.
Nasce da un rapporto sentimentale e intellettuale, inizialmente tutto si svolge intorno alla nozione di aimance «lingua d’amore che afferma una affinità più attiva tra gli esseri e che può dare forma al loro affetto reciproco e ai suoi paradossi».
Ma quando la vicenda personale di Rita El Khayat (la malattia improvvisa e la perdita dell’amatissima
figlia adolescente) si inserisce con tutta la sua dolorosa portata, il rapporto epistolare cambia di segno (quasi impossibile non andare con la memoria all’esperienza e al libro di un’altra grande autrice e al suo dolore di madre: Isabelle Allende e la sua Paula). Tutti i temi toccati, le comuni radici arabe, le questioni intellettuali, subiscono l’onda d’urto, lo strazio della perdita. Solo la scrittura resiste, e compone un romanzo epistolare straordinario, commovente e rivelatore.




Lettera 59
Casablanca, 22 ottobre 1999

Carissimo Amico,

Il Tempo stringe così tanto che gli interludi tra le nostre lettere si dilatano. Logorio del tempo che passa sempre più in fretta: ricordo in particolare una seduta fuori dal tempo con un paziente, a proposito di questo problema del passaggio inesorabile dei minuti. Ci siamo trovati, nei suoi discorsi, nel vortice di una questione dannatamente opprimente. Il Tempo, secondo lui, aveva subito un’accelerazione in tutto l’Universo! E tale contrazione corrispondeva a quest’usura rapida dei minuti. Fui catturata dalla pertinenza e dalla convinzione con cui egli sentiva e spiegava le cose. Quanto a me, vivo due fenomeni temporali ambigui e spiegabili l’uno attraverso l’altro. Il Tempo passava molto lentamente nella mia infanzia e nella mia adolescenza. Mentre oggi, sono convinta che una giornata sia un lasso di tempo ingannevole e senza consistenza. Dopo il mio dramma e ancor più in questo momento, sono nell’urgenza estrema che dipende totalmente dai minuti che trascorrono e non ritornano: i momenti non mi basteranno per terminare la scrittura di quello che ho da dire e che è dentro di me.
Non fa niente. Oe Kenzaburo in una conversazione con P. Forest dice la stessa cosa; lui che è in età più avanzata di me. Dunque più prossimo alla fine. Rivela che ha solo due libri da scrivere, di cui conosce trama e struttura…
Quest’estate è stata calda.
Rientrata il 10 luglio, ho assistito alla morte di Hassan II e al lutto di quaranta giorni. Ho lavorato intensamente, cosa che ha fatto fuggire i giorni.
Il 15 settembre sono andata in Tunisia per cinque notti! Ritagli… Luoghi… Persone… Ritorno.
Sono ripartita per Parigi e per la Bretagna che non conoscevo. Non mi ricordo niente. Immagini brevi. Quelle che si sono imposte alla mia mente. Un cimitero marino. Case tipiche. Un po’ di verde. Strano non trattenere nella mente che un po’ di verde di un paese estremamente verde… Otto ore e mezza di treno, andata e ritorno in un salottino di un TGV23.
Poi Parigi. Poi Casablanca. Poi Parigi…
Oh Tempo, sospendi il tuo volo! Dice il poeta. Sembra inefficace pregarlo insistentemente di fermarsi. Dove fare una pausa? In realtà, e per tornare a nozioni più certe, bisogna proprio ammettere che la perfezione opera in tutta immobilità. Questi spasmi non sono che i salti convulsi di un insetto che non tarderemo a uccidere. Vedi, Amico, questa lettera integralmente composta di Tempo, questa Pelle di Zigrino che si restringe a ogni secondo, meravigliosa invenzione di Honoré de Balzac. Chi può vantarsi di non essere una Pelle di Zigrino, ma di Felicità?»
Mentre le tue lettere tardavano, altra auna del Tempo! Mi sono chiesta, se una fatica affannosa non si fosse instaurata da una delle tue righe a una delle tue frasi. Un giorno, uno di noi due doveva pur fare questa domanda all’altro: poiché io ho più fretta di te, non riesco a non farla! Infastidita da sedute troppo lunghe per me e sempre troppo corte per i pazienti, sono in una forbice di tempo che taglia bruscamente.
Conto su di te, Amico, per srotolare un’altra matassa di minuti che mi spieghino il Tempo, forse cospargendolo di Spazio? La riduzione assoluta dei due è Dio?
Brevi cari saluti in un tempo così lungo, sono… anni che ti conosco?
Rita El Khayat


Rita El Khayat, è considerata una tra le più importanti intellettuali del Marocco. Scrittrice, psichiatra ed etno-psicanalista, fa pare di quel gruppo di donne dalla doppia appartenenza culturale, araba e francese e scrive prevalentemente in lingua francese. Attraverso un impegno attivo e attraverso le sue opere Rita El Khayat si batte per i diritti e la libertà delle donne contro l’estremismo islamico ed è stata tra promotrici della Moudouwana, la riforma del codice di famiglia in Marocco. Ha pubblicato numerose opere sull’universo della psichiatria e sulla condizione esistenziale delle donne nel mondo arabo. L’autrice è nota anche in Italia dove ha tenuto una serie di conferenze riguardanti la cultura araba.
A tutt’oggi la sua opera letteraria conta 30 libri. Candidata al premio Nobel per la pace nel 2009.

Abdelkébir Kathibi, Scrittore marocchino (El Jadida 1938 – Rabat 2009). Laureato in sociologia alla Sorbona di Parigi, appartiene alla generazione degli scrittori degli anni Sessanta che si è confrontata con la decolonizzazione e la conquista dell’indipendenza da parte degli Stati del Maghreb.
Ha scritto saggi di sociologia, dei quali il più famoso è Le livre du Sang (Gallimard, 1979), Khatibi ha pubblicato opere dedicate al problema del bilinguismo, come L'art calligraphique arabe (1976; L'arte calligrafica araba) e Maghreb pluriel (1983; Maghreb plurale), in cui sostiene l'importanza dell'unione delle culture araba e occidentale. Negli scritti più recenti si è occupato di arte, con Revue noire (1996) scrivendo sul pittore Ahmed Cherkaoui e dando un contributo al libro Civilistation marocaine (1996; Civilizzazione marocchina) una sorta di enciclopedia su tutti gli aspetti della vita di questo Paese.

 


Lettere da Casablanca
di RITA EL KHAYAT – ABDELKÉBIR KHATIBI
Lantana editore
pagine 192
euro 15,00 
isbn 9788897012771
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