Lunedì 30 Marzo 2020 - Ultimo aggiornamento 14:36
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Frida Kahlo, l'opera della "bellezza terribile" in mostra alle Scuderie del Quirinale fino al 31 agosto 2014
. “Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà”. Per chi conosce la storia della vita e dell’artista Frida Kahlo (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954) non è difficile abbracciare la forza e la profondità di questa sua citazione.

Sono mesi che in Italia, nelle Scuderie del Quirinale, si fremeva per l’attesa della mostra dedicata a quest’artista messicana che, nel suo paese, ha segnato la cultura del ventesimo secolo. Ed eccoci qui, tutti pronti, fino al 31 agosto, per immergerci nei suoi colori come nelle sfumature intense di quella che è stata la sua stessa vita.

Un viaggio nell’autorappresentazione dunque quello che Frida ci permette di fare alle Scuderie del Quirinale e così quello che ci porta anche a ripercorrere e ricordare la vita ricca, tragica, di profonda solitudine, ma soprattutto reattiva di questa donna straordinaria conosciuta anche per aver sempre mostrato una personalità ribelle.

Dev’essere per il percorso che le è appartenuto che non è facile separare la produzione artistica della Khalo dalle sue esperienze personali, da quel tragico incidente che a 17 anni non le ha impedito – e in questo impedimento non avvenuto oggi vien da dire, “per nostra fortuna” - di creare un universo pittorico, ricco di colori che le ha permesso un importante numero di tele dedicate ai suoi autoritratti.

Frida ha dipinto la sua sofferenza, la sua reclusione dopo l’incidente, la sua solitudine. E’ stato nel 1935 che pensò di togliersi la vita, poprio quando Diego, il marito, la tradì, e lei da una parte ha continuato ad amarlo per tutta la vita, così gli disse, dall'altra ha prosegito dedicandosi alla politica e alla pittura. E sarà con il peso della sua sofferenza, ma con l'arte del trasformarla che risucirà a dipingere la follia, la paura come anche la malattia.

Alle Scuderie del Quirinale più di 40 capolavori. Non manca il famosissimo Autoritratto con collana di spine e colibrì (1940), per la prima volta esposto in Italia.

A completare la mostra una selezione di disegni e fotografie. Tra i disegni il Bozzetto per "Henry Ford Hospital" del 1932. Si tratta del corsetto in gesso che Frida ha tenuto dopo l’incidente. Corsetto che l’ha tenuta prigioniera e che lei stessa poi ha decorato con simboli e, grazie al quale, Frida ha potuto dipingere reagendo al dolore che la colpì.

Per gli appassionati nella prossima settimana ci occuperemo di Frida Kahlo. La bellezza terribile, di Gérard roero Di Cortanze (Gaffi Editore).

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi