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Libri & Conflitti. L'estratto da Compratevi una bicicletta! Come uscire dalla dipendenza da automobile e cambiare la propria vita
. Libri & Conflitti. Scendi dalla macchina e monta in bicicletta: scoprirai un mondo nuovo, darai una svolta alla tua vita.
A metà tra guida pratica e saggio semiserio, “Compratevi una bicicletta” riesce pienamente nel suo intento: convincervi che l’auto fa male. Con l’auto spendi e ingrassi; con la bici risparmi e sei in forma. Non ci credi? Leggi questo libro! Milano, Roma, il traffico e la bicicletta: come le due metropoli affrontano in modo completamente diverso il problema e la sua possibile soluzione.
Nel 2011 sono state vendute più biciclette che auto. Secondo il 46° Rapporto Censis negli ultimi due anni 3 milioni e mezzo di italiani hanno comprato una bicicletta.

Un motociclista convinto si trasferisce da Roma a Milano e si converte alla bicicletta. Partendo dalla propria esperienza e dalle due metropoli messe a confronto nei loro vizi e virtù sulla mobilità, Federico Del Prete ci insegna ad affrancarci dall’uso compulsivo della macchina, abbracciando in modo liberatorio e costruttivo la mobilità ciclistica; spiega come liberarsi definitivamente delle spese per l’automobile investendo in una bicicletta solida ed efficiente; con un linguaggio caustico e dissacrante, mette in evidenza le anomalie di comportamento che regolano la mobilità individuale di base nelle grandi città. Non soltanto attraverso dati statistici e prove scientifiche, ma anche dando voce a dialoghi e ad aneddoti raccolti sia dall’esperienza dell’autore sia dalla cronaca, questo libro dimostra come l’uso indiscriminato della viabilità a motore non sia più sostenibile e appartenga a un mondo già vecchio. È ora di cambiare.



Introduzione
Lo dico subito: questo non è un libro scritto da un esperto della bicicletta. Di quelli, sono già piene le librerie. Non per questo il traffico automobilistico diminuisce. Per cosa altrimenti si dovrebbe scrivere un libro sulla bici? Per dire quanto è bello o efficiente andare in bici? Quello lo sappiamo già! Secondo me, scrivere un altro libro sulla bicicletta ha senso solo se può servire a far diminuire il volume di automobili che intasa proditoriamente le nostre vite. Di libri sulla bicicletta ne ho letti molti, ultimamente;
in Italia poi ce n’è un sacco, sia tradotti che scritti da italiani come me. Se cercate un libro che vi racconti come siamo arrivati dalla draisienne ai telai in carbonio, se bramate di seguire l’argomentare di un filosofo ispirato dalla bici, riflettere sugli aneddoti della rock star ciclista da tempi non sospetti, divertirvi con le facezie di un blogger newyorkese o immedesimarvi nelle memorie di un’astronoma
in bicicletta, lasciate perdere.
Chi sono allora io per scrivere un libro sulla bici? Mi presento. Uso la bicicletta come mezzo di trasporto esclusivo
solo da quando, dieci anni fa, ho cambiato città. Prima andavo – e vado ancora adesso, seppure molto di rado – in motocicletta. Le automobili non mi sono mai piaciute troppo; o meglio, in fatto di auto ho tutt’ora dei gusti troppo poco ragionevoli, anche se non nella direzione che state pensando. Ma ne ho guidate: e continuo – sempre meno, per fortuna – a guidarne. Questo libro racconta
l’esperienza di uno come voi, uno che si è improvvisamente trovato con le chiappe su sellini sempre più sofisticati dopo aver pensato per anni, come magari voi adesso, che la bicicletta fosse soltanto un attrezzo sportivo e non un veicolo come qualsiasi altro. Lo scopo di questo libro è quello di, una volta arrivati in fondo, farvi entrare di corsa in un negozio per comprare una bicicletta, magari
anche due, con tanto di annessi e connessi, e spendere una cifra che fino a poco prima avreste pensato oltraggiosa per un affare a pedali. Soprattutto, il mio obiettivo è di farvela usare, di far sì che la bicicletta entri nelle vostre vite dalla porta principale come mezzo di trasporto individuale.
Non solo è possibile – se ci sono riuscito io, potete farlo anche voi – ma anche bello: è un miglioramento, una
diversa prospettiva per le nostre vite di cittadini e non.
Questo non è un libro per fare green washing a se stessi, come dire, dare una bella mano di verde alla propria
coscienza o per assecondare una tendenza all’autocompiacimento.
Vorrei davvero che usaste il più possibile la bicicletta, soprattutto se usate l’auto tutti i giorni e pensate che questo sia inevitabile. In altre parole, faccio sul serio.
Questo sì che vi fa mollare il colpo, vero? Allora, mettiamola così. Scommetto un caffè che succederà. Se non succedesse e dovessimo incontrarci, vi offrirò un bel caffè.
Se invece succedesse, al posto del caffè mandatemi una bella foto in sella alla vostra nuova fuoriserie. Mi rivolgo a chi affronta ogni giorno sempre gli stessi trasferimenti, lunghi o brevi che siano, in automobile o in scooter: questa modalità, molto dannosa se interessa un’area metropolitana, può essere sostituita da qualcosa di più vantaggioso e divertente, qualcosa che potrà perfino diventare la vostra forma di mobilità per tutte le occasioni, non solo per il commuting casa-lavoro-casa. Tutto quello in cui ci hanno fatto credere per screditare un uso diffuso della bicicletta è frutto di debolezza. Non perché lo dica io, ma è così. L’automobile non è più indispensabile come una volta; per di più è, direttamente e indirettamente, tremendamente costosa e ha la deprecabile tendenza ad ammazzarci lentamente; in molti casi anche di corsa. Per molti usi non è sostituibile, è vero. Ma sono i casi, per così
dire, istituzionali: la mobilità dei disabili, degli anziani, dei lavoratori che davvero non possono fare a meno di usare un mezzo a motore. Ci metto dentro anche le vacanze con la famiglia. Aggiungerei anche qualche piccola occasione di rappresentanza, se non fosse meglio affidare anche quelle alla bicicletta. Tutti gli altri possono benissimo muoversi altrimenti, e prima o poi lo faranno.
Sono dell’idea che è sempre meglio portarsi avanti; prima che in futuro le biciclette costino come oggi le automobili, ad esempio. In città – e anche fuori – prendere l’automobile per portare a scuola i figli, andare al lavoro fino a dieci chilometri da casa, fare shopping, uscire la sera o in ogni caso guidando da soli sono gesti nella maggior parte dei casi senza senso. Vuol dire occupare spazio, sporcare, fare rumore, imbruttire il nostro spazio vitale, consumare risorse che, in verità, non sono solo nostre e soprattutto non sono illimitate. Perché? Per stare più comodi? Per rappresentare il proprio benessere? Nell’era di internet e della globalizzazione, degli smartphone, del clouding e dei tablet, se il nostro benessere deve essere stabilito da un ammasso di ferraglia che beve derivati del petrolio vuol dire che siamo messi male. Infatti, siamo messi male, come ben sapete. 

(...)

Compratevi una bicicletta! Come uscire dalla dipendenza da automobile e cambiare la propria vita
Federici Del Prete
Ediciclo
€ 14,90
pagine: 272
ISBN: 978886549081
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