Giovedì 12 Dicembre 2019 - Ultimo aggiornamento 22:54
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


Libri & Conflitti. La recensione di LA FIGLIA DEL PAPA
Libri & Conflitti. “In tutte le storie famose, come quella dei Borgia, si trovano sempre diverse versioni del dramma.
Nella maggior parte dei casi, però, si scopre un intento deformante, soprattutto dal punto di vista storico. Personalmente non ho fatto altro che ricercare la verità.” Dario Fo

Il libro sarà presentato:

- 19 giugno ore 21,00 Piazza del Campidoglio, Roma all'interno del Festival Internazionale della Letteratura
- 21 giugno ore 21.30 Palazzo Borgia, Nepi (VT): prima dello spettacolo "La figlia del papa".




Ogni spettacolo, monologo, libro o un qualsiasi testo del Premio Nobel per la Letteratura del 1997 Dario Fo è un'opera che fonde insieme letteratura, musica, pittura e naturalmente la suggestione e la tecnica narrativa del teatro, un evento culturale che lascia un segno nella storia - non solo artistica - mondiale. Così è anche per il suo ultimo libro: "La figlia del Papa", di Dario Fo (Chiarelettere, pagine 208) romanzo storico in cui si narra la vita di Lucrezia Borgia, figlia di Papa Rodrigo Borgia e sorella del sanguinario Cesare Borgia, vissuta in uno spaccato di Rinascimento dove l’inganno, il tradimento, la guerra e l’assassinio erano all’ordine del giorno.

Lucrezia in soli trentanove anni è stata tre volte moglie, per volontà e per i giochi di potere di suo padre e di suo fratello Cesare detto il Valentino, il massacratore. Dario Fo, attraverso uno scrupoloso studio delle numerose testimonianze e biografie della famiglia Borgia, ricostruisce una storia di Lucrezia Borgia che le restituisce umanità, svincolandola dallo stereotipo che la vuole persona cinica e senza scrupoli. Così scopriamo una donna coraggiosa e intraprendente che nonostante un clima familiare “difficile” e uno politico molto complesso è stata per un periodo “Papessa” (sostituendo il padre-Papa alla guida dello Stato Pontificio), in un periodo successivo reggente del ducato di Ferrara per volontà del suocero Ercole d’Este, e responsabile delle suppliche: “Come mai una simile incombenza? A una donna normalmente si affida la cura dei giardini, del tendaggio nei saloni […] non si offre il compito di amministrare il controllo dei processi e delle condanne. Cosa aveva indotto il duca a questa decisione?” Una donna non solo intelligente e affascinante, ma soprattutto una donna moderna, un esempio di emancipazione. Per il ritratto che ne esce e in particolare immaginandola in questa funzione di responsabile delle suppliche ci viene naturale paragonarla a Franca Rame e al suo impegno con Soccorso Rosso (associazione per la difesa dei diritti dei detenuti).

Una narrazione -quella di Dario Fo- dove l’invenzione è funzionale alla ricostruzione della verità.
Dario Fo usa la tecnica di cui è maestro assoluto, quella del teatro, a cui spesso si riferisce in maniera esplicita, per portarci all’interno della scena come se la vivessimo anche noi, per farci vedere il dietro le quinte e mostrarci il trucco -nella finzione- che è l’inganno nella realtà, la trama sotterranea, l’ipocrisia, la falsità e la crudeltà che ispira i protagonisti di questo libro. Tre volte si ripete la scena shakespeariana di Polonio dietro l’arazzo, ma nei panni di Polonio qui c’è la prima volta Giacomino il cameriere fidato di Lucrezia, la seconda Lucrezia stessa (per giunta nel salone degli arazzi) e la terza Alfonso d’Aragona, a ribadire il lavoro dell’indagine conoscitiva, della messinscena come mezzo per giungere alla verità.

Il “gioco” del teatro è presente - e come poteva essere altrimenti! – in tutto il libro: Lucrezia Borgia e Alfonso d’Aragona ripetono la scena di Giulietta e Romeo; i fratelli Borgia giocano ad interpretare i loro genitori... Questo gioco delle parti non solo permette al Maestro Dario Fo di arricchire tutto il testo con trovate divertenti e commenti ironici che mettono a nudo le assurdità e le contraddizioni del potere, ma gli conferisce anche varie chiavi interpretative. Appare del tutto evidente la metafora dei tempi in cui viviamo e la critica delle cattive pratiche della politica: “…ricordarsi sempre che in politica vince sempre chi rimanda.” E ancora più avanti: “Ho imparato per esperienza che in politica non c’è niente che cambi tanto facilmente come le alleanze”.
Il libro è reso ancora più prezioso dalle bellissime tavole a colori che riproducono i ritratti dei personaggi dipinti dallo stesso Dario Fo.
Un altro capolavoro del Maestro Fo da leggere e rileggere.


Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997, continua ad avere larga popolarità in Italia e all’estero. Grandissimo il successo del libro con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, Il Grillo canta sempre al tramonto (Chiarelettere 2013), e del suo tour nelle grandi città per presentare in forma di spettacolo il libro-testimonianza di Franca Rame, In fuga dal Senato (Chiarelettere 2013). Tra le altre sue opere, L’amore e lo sghignazzo, La Bibbia dei villani, Una vita all’improvvisa e L’apocalisse rimandata, tutte pubblicate da Guanda. Il suo teatro politico rimane un modello per le nuove generazioni.

“La figlia del papa” di Dario Fo,
Chiarelettere editore,
euro13.90
pagine 191
ISBN 978-88-6190-571-9

 

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi