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La recensione. Pepe Mujica. Il presidente impossibile
Nova Delphi libri e il Sessantotto Village presentano oggi mercoledì 16 luglio ore 21,30 al Parco Vittore Arnaldo Marchi – all’altezza di via nomentana, 860/861 Pepe Mujica Il presidente impossibile di Nadia Angelucci e Gianni Tarquini con Vittorio Bonanni, giornalista.
Intervista gli autori Giacomo Russo Spena, giornalista. Partecipano gli autori

“Il presidente impossibile” è forse il titolo più giusto che questa piccola e coraggiosa casa editrice, la Nova Delphi, poteva dare alla storia del presidente uruguaiano “Pepe Mujica, da guerrigliero a Capo dello Stato”. Il volume (pp. 199, euro 12,50), realizzato dalla giornalista Nadia Angelucci e dallo scrittore Gianni Tarquini con la prefazione di Erri De Luca, è dedicato ad uno dei politici appunto più “impossibili” e straordinari della storia attuale e forse della storia recente “tout court”. Un’affermazione ancor più plausibile se consideriamo le caratteristiche dell’epoca che stiamo vivendo, non esattamente connotata, almeno da parte di chi governa, per una grande attenzione nei confronti dei più poveri, delle classi subalterne o, per farla breve, di chi subisce i diktat del Fondo monetario internazionale, della Bce o della finanza, con poche possibilità di reagire adeguatamente.

In America latina, da decenni punto di riferimento per la sinistra occidentale, la reazione c’è stata a differenza di quanto successo nel Vecchio continente. E Pepe, come lo hanno sempre chiamato i suoi amici e compagni di lotta, è certamente il simbolo di come un uomo politico di sinistra può, e aggiungiamo, dovrebbe vivere se vuole essere credibile agli occhi di chi deve rappresentare. Nato il 20 maggio del 1935 in un Paese come l’Uruguay, allora in pieno sviluppo e molto vicino ai valori migliori che provenivano dalla lontana Europa, José Alberto Mujica Cordano, come dice De Luca nella presentazione, “è il compagno che ognuno avrebbe voluto a fianco e che molti hanno conosciuto sotto diversi nomi”.

Esponente di spicco del movimento guerrigliero Tupamaros, Mujica già tra il 1969 e il 1971 venne arrestato per le proprie azioni rivoluzionarie. Dopo un’evasione tornò nel 1973 definitivamente in carcere nello stesso anno del colpo di stato militare, che trasformò quello che era un Paese democratico ed avanzato in una prigione. Da lì uscì solo a democrazia ritornata nel 1985. Nel 2010 divenne presidente della repubblica in qualità di candidato del raggruppamento della sinistra uruguaiana Frente Amplio. Mandato che scade il 26 ottobre di quest’anno e il cui posto, ci auguriamo, verrà preso da un altro grande protagonista della sinistra locale, Tabaré Vàzquez, già Presidente della Repubblica dal 2005 al 2010.
 
Questi anni vissuti da Capo dello Stato li ha trascorsi dimostrando come un uomo che arriva ai vertici di un Paese possa continuare a vivere nella semplicità, rinunciando a gran parte del proprio stipendio devoluto in attività umanitarie, e sfidando non solo l’immagine di qualche leader della sinistra continentale o le scelte, per esempio, del governo brasiliano che ha sperperato tanto denaro per i Mondiali. Ma anche e soprattutto la sinistra europea, ed italiana in particolare, per come si è trasformata nel corso dei decenni in qualche cosa di assolutamente distante nello stile di vita dalle propria gente di riferimento, pensiamo al recente “pentimento” di Bertinotti per aver troppo frequentato feste decadenti che ricordano “La grande bellezza” di Sorrentino, e da quei valori che avrebbero dovuto permeare appunto le politiche di sinistra anche dei grandi partiti socialisti, divenuti invece succubi delle politiche neoliberiste e in casa nostra del deteriore modello berlusconiano sintetizzabile nel concetto dell’uomo solo al comando, ora ben rappresentato da Matteo Renzi.

Il lavoro di Angelucci e Tarquini è di straordinaria efficacia nella misura in cui ripercorre con grande dovizia di particolari la storia recente dell’Uruguay, dagli anni ’30, decade di nascita di Mujica, fino ai giorni nostri. E si conclude con una bella intervista a Lucia Topolansky, compagna di vita del Presidente ed attuale senatrice della Repubblica. Dove, a proposito di uomini, o donne, soli al comando e dunque sulla possibilità che delle individualità possano cambiare le cose si pronuncia in modo netto: “E’ impossibile che un pensiero di portata planetaria si crei a partire da una sola individualità. E’ necessario invece che la nostra parte del pianeta elabori collettivamente una riflessione e un pensiero e possa condividere la propria esperienza a livello globale”. Torna dunque l’insegnamento del Novecento, secolo pieno di tragedie ma anche di tanti avanzamenti civili, e non a caso evocato proprio da Erri De Luca nel libro. Forse riprendere le cose migliori di quei cento anni non sarebbe male. E questo deve averlo pensato Mujica nella scelta politica e di vita che ha fatto.

Pepe Mujica. Il presidente impossibile
di Nadia Angelucci e Gianni Tarquini
presentazione di Erri De Luca
Nova Delphi Libri
Collana: Viento del Sur
Pagine: 224
euro 12,50
ISBN: 978-88-97376-30-9
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