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Roma, il Valle occupato chiuderà i battenti definitivamente il 10 agosto
Dopo tre anni di occupazione, l'esperienza del Teatro Valle chiuderà i battenti il 10 agosto. La "notte dei desideri", come è stata denominata proprio per la coincidenza con la "notte di San Lorenzo", farà quindi da cornice all'addio di una delle esperienze più significative nel campo culturale e artistico. L'annuncio è stato dato questa mattina nel corso della conferenza stampa che si è svolto nella sala delle conferenze di Montecitorio. La delegazione degli occupanti ha sottolineato il carattere di "work in progress" della decisione, legata ad un preciso accordo con il Comune di Roma e con il Teatro di Roma, che con Marino Sinibaldi e Antonio Calbi, ha svolto un puntuale lavoro di mediazione. Il concetto fondamentale è quello di "teatro partecipato", ovvero una figura nuova nel panorama istituzionale, figlio anche delle linee europee nel settore. Dopo tre anni di "resistenza artistica" e una privatizzazione scongiurata, il "bene comune" teatro dovrebbe risorgere in altre forme.

L’assemblea del Valle aveva espresso di comune accordo la necessità di un incontro pubblico all’indomani della scadenza del 31 luglio con l’assessore Marinelli, come conferma della sua piena disponibilità a trovare delle soluzioni avanzate. Un impegno pubblico e operativo può allontanare le minacce di uno sgombero violento delle forze dell’ordine e creare le condizioni per un confronto responsabile e sereno. 

Decine di intellettuali da tutto il mondo, da Stefano Rodotà a David Harvey, da Slavoj Zizek a Salvatore Settis, da Ugo Mattei a Étienne Balibar a rappresentanti europei di prestigiosi Musei, Centri di arti performative e contemporanee, Fondazioni e Istituzioni culturali si stanno mobilitando per difendere quest’esperienza.

 
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