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Se due storie parallele si incontrano in un punto solo, quando... Il romanzo di Malina Mirro "La mia Nouvelle Vague
"Da lì ha inizio la mia storia: nella sala rossa di un cinema che ora visito in clandestinità, come un protagonista di un film, in una pellicola della memoria, con la mia compagna innamorata del cinema, e non solo dei film come dice Fernando di Leo, e dunque anche di me in tutte le sue versioni."

Non è l'inizio del libro "La mia Nouvelle Vague" di Malina Mirro (Classi edizioni) ma è sicuramente l'inizio di questa storia, come dice la voce narrante, che si snoda come un percorso raccontato per immagini, un viaggio in cui c'è tutta un'epoca e, in filigrana, uno spaccato sociale complesso in cui molti di noi si riconosceranno, per storia, forse per esperienze analoghe, come una fotografia politica della condizione di tanti.
Una storia d'amore, vera e immaginaria, un sogno ripercorso e cercato, una storia di desideri, a volte lasciati per strada che poi caparbiamente si ripresentano e ti chiedono di farli rivivere.

Tanti i riferimenti alla resistenza, all'ipoteca colonialista, alle lotte degli anni '60/'70, che rivelano una visione della storia mai agiografica, dove le rievocazione di memoria storica sono ricordo vivo del proprio vissuto attraverso protagonisti, sconosciuti ai più, di uno dei momenti di transito più significativi della nostra epoca, in cui siamo, che ci piaccia o no, ancora coinvolti.
Il tutto con uno sguardo d'amore e insieme d' impietosa franchezza su Napoli e Parigi, i due capolinea del passato e del presente di questa storia, che introduce l'elemento di coscienza del nostro tempo. Una coscienza politica che si esprime senza falsi miti e quasi con casualità, quella casualità che - ci insegna Italo Calvino nelle sue Città invisibili -cattura l'attenzione dell'altro, del lettore che riconosce i propri "non detto" in una narrazione personale e autentica che le cronache dei nostri media, e a volte anche i nostri intellettuali, non ci restituiscono.

In questa storia d'amore, di musica, di lotta di classe e di sopravvivenza, i due protagonisti si incontreranno solo alla fine, dopo aver percorso, con una incredibile simmetria emozionale, strade parallele che ad un certo punto si sono toccate a quel crocevia del proprio vissuto che immancabilmente compare nella vita di ciascuno. E che incredibilmente ci fa incontrare l'altro che cercavamo, magari senza saperlo.

Come per un' autobiografia di un amore e di una identità, l'autrice, Malina Mirro, sembra aver trovato la formula che mette insieme arte, emozione e storia in questo bel prodotto di stampa, ancora per le edizioni Classi, con una curatissima copertina-immagine che sembra prodotta per la locandina di un film.
Un testo che scorre come un blog, una sequenza di istantanee montate per un film che scorre fino alla fine, ricomponendosi "con il pugno chiuso e improvvisazione totale dei suoi protagonisti (...) senza titoli di coda".
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