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Scuola, i maestri abilitati entrano in sciopero della fame dal 28 aprile
Un presidio permanente al Miur dal 28 aprile con tanto di sciopero della fame. E' in questo modo che il Coordinamento diplomati magistrale abilitati, a distanza di quattro mesi dalla sentenza contraria dell'Adunanza plenaria (Consiglio di Stato) e a un mese delle elezioni, intende portare avanti la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti. Secondo i sindacati che appoggiano l'iniziativa, tra cui l'Anief, "è necessaria una risposta della politica urgente prima della fine dell'anno scolastico: le GaE devono essere riaperte per la terza volta per tutto il personale abilitato, perché l'attuale gestione del transitorio ha dimostrato di non risolvere il problema del precariato. Ciò deve essere la priorità del nuovo Governo".

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief) dichiara: "Basta ricorsi dopo il deposito dell'ennesimo ricorso in Cassazione e alla Cedu e la nuova denuncia dello Stato italiano al Consiglio d'Europa e alla Commissione di petizioni del Parlamento Ue”.

Nel 2006 il governo Fioroni, con la legge 296, trasformò le Graduatorie Permanenti in Graduatorie ad Esaurimento e decise arbitrariamente, quanto illegalmente, di privare il Diploma Magistrale del suo valore abilitante, fregiandolo o meglio sfregiandolo con una “Idoneita” che relegò i Diplomati nell’angolino della Terza fascia delle graduatorie d’Istituto. Angolo dal quale continuarono comunque ad insegnare costruendo, ove possibile, la propria esperienza.

Nel 2014 grazie a un ricorso portato avanti da una associazione di categoria, (a seguito di parere del Consiglio di Stato, sez. II, n. 3813 in data 11 settembre 2013 recepito con d.P.R. del 25 marzo 2014 – su
G.U. del 15 maggio 2014 – e, in via generale, con decreto ministeriale n. 353 del 22 maggio 2014,) il Miur venne costretto ad ammettere che i Diplomati Magistrali, in possesso di un titolo da sempre abilitante all’insegnamento ex-legge, erano per l’appunto abilitati, quindi la loro collocazione nelle
Graduatorie di Istituto di Terza Fascia (riservate ai docenti non abilitati) era illegale.

Oltre al danno la beffa: al Diploma Magistrale venne restituito il valore abilitante del titolo, ma i Diplomati Magistrali non furono inseriti in GaE perché nel frattempo le stesse GaE vennero blindate.

Quindi, oltre alle opportunità di lavoro perse a causa dello stazionamento per anni nella Terza Fascia d’Istituto, venendo inseriti nella Seconda Fascia d’Istituto, continuarono a non godere dei pieni diritti spettanti agli abilitati ante 2002. Nel 2014 questi docenti non vennero inseriti in GaE dal Miur perché chiuse, ma quando era possibile il loro inserimento (ovvero fino alla fine del 2007), il Miur arbitrariamente e illegalmente non li volle inserire, perché li considerava non abilitati.

Una volta riottenuta l’abilitazione (che non avrebbero mai dovuto perdere) e con essa la consapevolezza sul loro diritto a stare nelle Graduatorie ad Esaurimento (giacché l’unico requisito richiesto per l’inserimento in esse era appunto il possesso dell’abilitazione all’insegnamento), nel
luglio del 2014, con un primo ricorso volto al riconoscimento del loro diritto ad essere inseriti nelle GAE, con buona pace di tutti i sindacati e le associazioni di categoria che inizialmente si mostrarono
contrari, si dà il via ad una lunga serie di contenziosi che portano dalla parte dei Diplomati più di cento cautelari favorevoli e ben otto sentenze passate in giudicato, tutte a firma del CdS e di alcuni GdL. Tali sentenze inseriscono in GaE quasi 40000 Diplomati Abilitati, 12000 dei quali firmano un contratto a
Tempo Indeterminato e superano l’anno di prova innanzi ad una commissione che ne certifica le competenze e le capacità a svolgere il lavoro di Insegnante!

A fronte di questo scenario, inaspettatamente, il CdS in Adunanza Plenaria, rovesciando l’orientamento giuridico che si pensava ormai consolidato, sconfessa se stesso ed emette una sentenza illogica quanto nefasta, respingendo un ricorso identico a quelli finora passati, adducendo come motivazione la tardiva impugnazione dell’atto lesivo del diritto dei Diplomati a stare nelle GaE. Motivazione che lo stesso CdS, con una sentenza del 2015, aveva già confutato e superato.

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