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Scuola, la Flc-Cgil dice no alle telecamere come deterrente contro il bullismo

La presenza delle telecamere in classe sarebbe, secondo alcuni, un ottimo deterrente a violenze e aggressioni sia nei confronti dei compagni di classe che verso gli insegnanti.

Su questo c'è la contrarietà della FLC CGIL. "Non è con le campagne di legge e ordine che si risolve un problema come quello che sta emergendo in queste ore di crisi e messa in discussione dell’autorevolezza e del prestigio della scuola e dei docenti", si legge in una nota. Secondo il sindacato di categoria della Cgil, il nodo è all'origine: è venuto meno, da tempo, il fondamento stesso su cui si basa il sistema di istruzione. "Le famiglie, che prima consegnavano alle scuole bambini e adolescenti abituati al no e al rispetto delle regole, mostrano oggi crescenti difficoltà a svolgere il loro compito educativo e a riconoscere e sostenere la funzione fondamentale svolta dalla scuola come agenzia di acquisizione dei saperi e delle conoscenze. Ma la scuola è, e rimane, l'unico vero presidio educativo e culturale del Paese per il quale occorre investire, per evitare di compromettere il suo prestigio sociale, consentendo le conseguenze a cui tutti stiamo assistendo".

“Esprimiamo enorme disappunto per la deriva che il dibattito su bullismo e violenza sta assumendo in questi giorni sui media - si legge ancora nella nota della Cgil -. Al di là dei singoli episodi, ribadiamo la nostra fiducia in quella ‘comunità educante’ che chiamiamo scuola, l'unica in grado di rispondere con saggezza e determinazione pedagogica alle sfide che quotidianamente le vengono poste dalla modernità tecnica e culturale. Lasciamo le telecamere nei parcheggi e nelle aree esterne e confidiamo nelle capacità straordinarie delle comunità scolastiche. Dietro ogni fenomeno violento o di bullismo c'è una storia umana, che coinvolge studenti e scuole, e che da essi deve essere affrontata e risolta. Una verità che viene spesso dimenticata o omessa. Noi non la dimentichiamo”.

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