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Protesta degli studenti di Scienze dell'Educazione: "Non negateci il futuro"
Dopo le partecipate assemblee alla Bicocca, a Bari e a Lecce, ieri, giovedì 17 maggio, gli studenti di Scienze dell'Educazione dell'Università Milano-Bicocca e della Sapienza, si sono riuniti in assemblea e in presidio nel cortile dell'università per chiedere risposte sul proprio futuro e per rivendicare la possibilità di lavorare al nido per tutti i laureati in Scienze dell'Educazione immatricolatisi fino all'a.a. 2017/18, possibilità prevista dai regolamenti didattici dei corsi di laurea ma negata dal decreto legislativo 65/2017.
Con il decreto 65/2017, infatti, sono esclusi dai servizi per la prima infanzia studentesse e studenti che si sono iscritti a questo corso di laurea sapendo che avrebbe consentito loro anche di diventare educatori negli asili nido e in molti casi hanno intrapreso il loro percorso universitario proprio con questo obiettivo.

“Riteniamo inaccettabile- dichiara Andrea Torti, Coordinatore di Link Coordinamento Universitario - la retroattività del decreto che impedisce a chi ha già iniziato il proprio percorso formativo di lavorare nell’ambito scelto. Richiediamo quindi che per tutti gli studenti e i laureati immatricolati entro l'a.a. 2017-18, la laurea in Scienze dell’Educazione consenta l’accesso ai posti di educatore al nido indipendentemente dalla presenza o meno di un indirizzo specifico infanzia”

“Oggi- continua Andrea Torti- creare un corso di laurea specifico per lavorare negli asili nido e in tutti gli altri ambiti dell'educazione, e avere un corso di laurea che, invece non permette di accedere al lavoro negli asili nido, andrebbe a creare corso di laurea di serie A che permetterà l’accesso a tutti gli ambiti educativi e a cui, proprio per questo motivo, si iscriveranno più studenti, e un corso di serie B, più generale e con minori prospettive lavorative successive.

Chiediamo che il decreto non sia retroattivo e che si trovi un'immediata soluzione per chi oggi frequenta già il corso di Scienze dell'Educazione. Chiediamo risposte sulle motivazioni dell'istituzione di un nuovo corso di laurea. Continueremo a mobilitarci in tutti gli atenei del Paese!”

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