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Torino, blitz degli studenti al Senato accademico contro la chiusura del corso di Psicologia
Blitz di un gruppo di studenti oggi all'Università di Torino. Sono entrati in Senato Accademico dopo aver tenuto un'assemblea di fronte al Rettorato e letto un comunicato "sulla gravissima scelta di chiudere il corso di psicologia nel nostro Ateneo". Il Rettore ha dichiarato, secondo quanto scrivono gli studenti in una nota, di prendersi l'impegno nel portare ai piani ministeriali l'urgenza e la necessità di un piano emergenziale di investimento che permetta a UniTo di non chiudere la triennale di scienze tecniche e psicologiche per quest'anno.

La proposta del Dipartimento di Psicologia di chiudere il corso di laurea è arrivata a seguito della sentenza del Tar del Lazio pubblicata in data 6 giugno che dichiara illegittimo il numero chiuso del corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università di Torino in quanto non vi erano i requisiti minimi per l’inserimento del numero programmato.

Gli studenti, riuniti sotto la sigla "Studenti indipendenti", hanno dato tempo al rettore fino al 26 giugno, scadenza fissata per la comunicazione finale al ministero sul destino del corso di laurea. Se non si troverà una soluzione per permettere l'applicazione della sentenza del Tar e quindi l'apertura del corso di psicologia a tutti gli studenti senza numero chiuso, "continueremo a mobilitarci. Troviamo inaccettabile - si legge ancora nella nota - la presa di posizione del dipartimento a favore della chiusura e la volontà dell'Ateneo di fare un contro-ricorso per ristabilire il numero chiuso, invece di conformarsi alla sentenza. D'altro canto il Ministero deve fare chiarezza e trovare le risorse per garantire il numero aperto di psicologia in tutta Italia adeguandosi al precedente del Tar."

Secondo gli studenti il DM 987/2016, relativo ai requisiti di docenza, come nel caso di studi umanistici della Statale di Milano, "veniva interpretato in senso distorto come strumento utile per attuare politiche restrittive sull’accesso all’università".

"Quello che sta accadendo nell’Ateneo di Torino è gravissimo. È necessario che il Governo Conte, che nel Contratto si è posto come obiettivo la revisione del numero chiuso nei diversi corsi di laurea, si adoperi immediatamente nello stanziamento di risorse e finanziamenti per garantire a tutte e tutti una didattica di qualità e una reale possibilità di accesso a livello universale ai gradi più alti della formazione." conclude Andrea Torti, Coordinatore Nazionale di Link - Coordinamento Universitario.

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