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Monfalcone, sindaco e dirigenti scolastici si inventano un tetto all'accesso alla scuola per i bambini figli di migranti. Protesta della Cgil
La vicenda di alcuni bambini di Monfalcone, esclusi dalle scuole dell’infanzia perché non italofoni a seguito di un patto scellerato fra il sindaco (esponente della Lega) ed i dirigenti scolastici degli Istituti “Giaicich” e “Randaccio”, viene contestata dal sindacato della scuola della Cgil.

Rispolverando una contestatissima nota della ministra Gelmini, il sindaco di Monfalcone, comune nella provincia di Gorizia, dunque bilingue (sloveno!), preoccupato per il presunto esodo degli italofoni, ha posto un tetto in percentuale agli alunni stranieri, per lo più figli degli operai di Fincantieri, alla quale è stata addossata ogni responsabilità sociale.

Al di là degli aspetti tecnici di un simile accordo (non risulta che si siano espressi gli organi collegiali degli Istituti), il sindacato esprime  preoccupazione e indignazione circa "la posizione politica del sindaco e dei due dirigenti scolastici: porre dei tetti, stabilire delle quote, sul diritto allo studio di bambini e di ragazzi è una sconfitta per il ruolo della scuola e per il valore umano di chi la gestisce. Significa che la Scuola in quel territorio non riesce ad assolvere al suo compito educativo".

"Episodi come questi - si legge in una nota - alimentano il progetto di una Scuola al di fuori della Costituzione, di una Scuola della paura, della Scuola della solitudine, dove non c’è confronto, non c’è crescita, ci sono solo discriminazione ed ignoranza.

Non è sufficiente da parte del Ministro affermare a mezzo stampa che gli uffici scolastici regionali e territoriali competenti non ne erano al corrente: è un atto vergognoso che coinvolge due dirigenti scolastici nella loro funzione di rappresentanti territoriali dell’amministrazione scolastica. Per questo chiederemo chiarimenti al Ministro stesso auspicando che quello di Monfalcone sia solo un deplorevole sbaglio da correggere immediatamente".

La FLC CGIL, attraverso la struttura territoriale, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e nel frattempo invita dirigenti scolastici e consigli di istituto, a cui la legge attribuisce il compito di individuare i criteri di ammissione, a ignorare indicazioni di questo tenore "continuando a fare della Scuola/Comunità educante un luogo di accoglienza per tutti e solidarietà verso chi ne ha più bisogno".

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