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Contro la scuola dimezzata tre giorni di proteste, il 26 settembre a Piazza del Popolo con «Priorità alla scuola»
«Disastro annunciato. Le preoccupazione del movimento di genitori e insegnanti “Priorità alla scuola” sono diventate una triste realtà – afferma Costanza Margiotta di “Priorità alla scuola” – La scuola ha riaperto dimezzata: orari ridotti, personale non arrivato, quello precario. Anche nei luoghi presentati come non problematici come Firenze la realtà è diversa da quella annunciata. Per esempio alle elementari di mio figlio si è scoperto tra sabato e lunedì che il metro buccale non era garantito e non è stato possibile fare il distanziamento fisico. Ciò ha comportato l’obbligo delle mascherine al posto. È evidente la menzogna che è stata raccontata sugli spazi. La scuola ha riaperto a metà. Lo diremo in piazza del Popolo a Roma il 26 settembre anche con isindacati confederali, Cobas, Snals, Gilda». Ieri a Firenze il movimento, insieme alla Flc Cgil, ha manifestato davanti all’Ufficio scolastico regionale denunciando «il precariato ha raggiunto livelli mai visti prima» e la riduzione dell’orario negli istituti sSecondari di secondo grado e il ricorso alla didattica digitale integrata per mancanza di spazi sufficienti. In Toscana l’anno scolastico al tempo del Covid è iniziato senza 30 mila insegnanti. Roberto Curtolo, dirigente dell’Ufficio, ha detto che in una situazione emergenziale «questa settimana si cercherà di concludere le operazioni provinciali».

A Milano Adl Cobas Lombardia, di Rete Studenti Milano e di altre associazioni studentesche hanno occupato il tetto dell’Ufficio Scolastico Regionale in via Polesine. “Un disastro che poteva e doveva essere evitato: nonostante la propaganda del governo le scuole riaprono senza insegnanti e personale ata. Non c’è mai stata la reale volontà di superare la DAD» e «lo dimostrano i piani organizzativi delle singole scuole» hanno detto i manifestanti. Domani ci sarà un’assemblea pubblica, il 25 settembre una manifestazione. Il 24-25 settembre ci sarà uno sciopero dei Cobas Sardegna, Usb, Unicobas, Cub scuola.

«Il Covid ha fatto emergere problemi che c’erano anche prima della pandemia. Gli autobus strapieni, le classi pollaio non se le è inventate il virus: urge una riforma radicale» sostiene la Rete degli studenti medi. «Questa è un’ apertura a metà che prevede comunque una didattica a distanza soluzione che incrementa l’abbandono scolastico» è stato sostenuto in un sit-in a Napoli. La manifestazione ha chiesto l’investimento di una parte cospicua del recovery fund«. Sono state dette belle parole che non hanno cancellato grandi incertezze. Saremo in tutte le piazze il 25 e il 26 insieme a priorità alla scuola»sostengono gli studenti dell’Uds.

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