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La Finanziaria e gli Enti locali Scure su consiglieri e assessori
ROMA - Una sforbiciata a consiglieri provinciali, comunali e assessori nonché la possibilità per le Regioni, di sopprimere le comunità montane, che dal prossimo anno non riceveranno più un soldo dallo Stato. La scure sulla politica locale entra in Finanziaria con un emendamento del governo. È un anticipo del Codice delle autonomie, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 19, che riordina le funzioni degli Enti locali e tende a eliminare i "doppioni". Un'accelerazione voluta dal ministro dell'Economia Tremonti, ma non condivisa da tutti. Critiche le ha già espresse il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, che continua a seguire una strada diversa, tenendo aperto il dialogo con gli enti locali. E già protestano Legautonomie e Uncem, l'Unione delle comunità montane. Ma tant'è il taglio delle poltrone è buono per reperire nuove risorse. Otto miliardi vale il pacchetto dei dieci emendamenti presentati dal governo alla Camera sulla Finanziaria, che dalla prossima settimana arriverà in Commissione bilancio. Quattro miliardi arrivano dallo scudo fiscale (dunque si aggiungono ai circa quattro della manovra uscita dal Senato), mentre il restante è coperto da spostamenti di risorse da un capitolo all'altro (non sono soldi freschi) o da risparmi. Spese non coperte all'interno dalla manovra complessiva "non ci saranno", ha dichiarato il viceministro all'Economia Giuseppe Vegas. "Gli interventi disposti con gli emendamenti alla Finanziaria alla Camera - ha aggiunto Vegas - traggono copertura dal cosiddetto scudo fiscale".
La scure non s'abbatte solo sugli enti locali. È in arrivo una stretta sui falsi invalidi, contenuta già nel pacchetto sul welfare: nel 2010 scatteranno 100mila verifiche aggiuntive da parte dell'Inps sulle pensioni di invalidità civili. È da qui che il governo tenta di reperire parte delle risorse per gli ammortizzatori sociali. Dai primi conti il governo pensa di fare cassa per circa 150 milioni. Nuovi fondi per la giustizia dovrebbero invece arrivare dalla rimodulazione del cosiddetto "contributo unificato", la tassa per le spese degli atti giudiziari, che ha sostituito qualche anno fa tutte le imposte previste per i procedimenti penali, civili e amministrativi. Alcuni ne rimanevano esclusi, la Finanziaria vorrebbe invece tassarli. Pochi euro che però, moltiplicati per il numero di cause lieviterebbero. I soldi per ambiente, carceri, Ponte sullo Stretto di Messina, Roma capitale, dovrebbero invece arrivare spostando risorse da una parte all'altra. Un miliardo dovrebbe andare per l'ambiente. Dalla vendita degli immobili della Difesa uscirebbero invece i fondi per Roma capitale, circa 600 milioni di euro, per il Ponte sullo Stretto (500 milioni) e per la giustizia, capitolo che pesa complessivamente circa 1,2 miliardi. Soldi che comprendono anche il piano carceri (500 milioni) che però è coperto con parte delle risorse dello scudo fiscale. A finanziare la giustizia servirà pure la norma che prevede la vendita degli immobili confiscati alla mafia. Nel pacchetto messo a punto dal governo troverebbero spazio anche gli sgravi alle banche, che erano stati promessi dal ministro Tremonti dopo la firma dell'accordo sulla moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese. Non ci sono ancora indicazioni su come verranno ripartiti invece i 3,7 miliardi dello scudo fiscale che serviranno per finanziare le missioni di pace, le scuole private, l'università e la scuola (compresi i libri di testo), oltre alla proroga del 5 per mille. Percentuali esatte al momento non ci sono ed è probabile che i dettagli siano inseriti in un maxiemendamento su cui stanno lavorando governo e maggioranza.
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