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L'Italia si mette in gioco: dentro lotterie e newslot il 3,7% del Pil

ROMA - Negli ultimi sei anni circa la meta' degli italiani ha speso per corteggiare la dea bendata ben 194 miliardi di euro nei giochi a premi di vario tipo. Le tasche di 35 milioni di persone hanno alimentato un giro d'affari che da solo nel 2008 ha raggiunto il 3% del Prodotto interno lordo italiano. Numeri da capogiro se pensati a ridosso di una crisi economica, frutto di un mercato di sogni a basso costo con premi da favola. L'Eurispes fa i conti in tasca agli italiani a cui piace il gioco a premi e lo fa in un'indagine, dal titolo "L'Italia in gioco", presentata a Roma. Un'indagine che raccoglie dati ufficiali confrontati con le abitudini, le attese e l'investimento di un campione di oltre mille cittadini di tutt'Italia e il ruolo degli esercenti, circa 300 tra titolari di bar, ricevitorie e centri scommesse dislocati nel territorio del Comune di Roma.

CRISI E BOOM DELLE GIOCATE VANNO DI PARI PASSO. Nel 2008 il mercato dei giochi ha raccolto oltre 47 miliardi di euro.

Soltanto nei primi nove mesi del 2009, invece, tutte le tipologie di gioco pubblico hanno pescato dalle tasche degli italiani la bellezza di 39 miliardi di euro, il 14,4% in piu' del 2008, per un valore medio di 'pescato' mensile di ben 4,3 miliardi di euro, e se va avanti cosi', nel 2010 l'Eurispes stima che tra le reti del gioco a premi ci saranno 58 miliardi di euro, il 3,7% del Pil. Cifra che cresce a 80 miliardi se alla stima si aggiungono i giochi illegali. Una crescita che pero' ha riguardato soltanto alcuni settori. Per i giochi a base ippica, il bingo e il lotto si sono registrate minori entrate negli ultimi anni rispetto a giochi piu' gettonati come il Superenalotto passato da 1,4 a 2,5 miliardi di euro, gli apparecchi da intrattenimento, da 15,8 a 17,9 miliardi di euro e un aumento del 13,4%, i giochi a base sportiva che reggono ancora l'avvento dei nuovi giochi ed infine le lotterie. Non da meno il successo dei giochi di abilita' a distanza e poker on-line, che hanno raccolto oltre i 1,7 miliardi di euro, superando sia i giochi a base ippica, sia il bingo. Sono le 'newslot', pero', la vera rivelazione degli ultimi anni. In Italia, dall'introduzione nel 2003 di nuove norme per regolamentare questo tipo di gioco, le sole slot hanno fatto registrare un aumento di 20 miliardi di euro tra il 2003 e il 2006.

L'IDENTIKIT DEL GIOCATORE ITALIANO, delineato dall'indagine Eurispes e' vario e non sempre coincide poi con quelle che sono le entrate registrate ufficialmente con i singoli giochi. Tuttavia dalla ricerca emergono elementi interessanti. Dall'indagine, gli italiani sembrano equamente divisi tra chi ritiene il gioco come puro divertimento, il 29,8% degli intervistati, mentre un altro 30,6% ritiene che si tratta soltanto di uno spreco di denaro. Per il 12,5% delle persone il gioco costituisce un modo poco costruttivo di passare il tempo, mentre un 9,2% spera di ottenere un'integrazione al proprio reddito personale. Gli italiani, inoltre, incominciano a tentare la fortuna abbastanza presto: il 39% infatti, ha investito per la prima volta dei soldi per giocare tra i 18 e i 25 anni, mentre il 38,4% tra i 13 e i 17 anni, che secondo l'Eurispes equivale a dire che in Italia i teen-players siano oltre un milione.

DOVE SI PUO' GIOCARE? Tra rivendite tradizionali e nuovi punti vendita, non e' difficile trovarsi con un biglietto in mano per sfidare la sorte. Sono circa 14 mila i luoghi destinati alla raccolta delle scommesse ippiche e sportive, dove sono installate 31 mila slot, altre 228 sale bingo, che detengono circa mille slot e oltre 100 mila esercizi pubblici, diversi dai punti vendita menzionati. Al maggio 2008 la rete distributiva delle slot comprendeva 59 mila bar per un totale di 169 mila macchine, 1.500 sale giochi per 29 mila slot, 2.200 ristoranti con circa 5.600 macchine, 4 mila circoli privati con oltre 12 mila slot, 464 alberghi circa mille macchine, 65 stabilimenti balneari per 150 slot ed infine 515 banchi lotto. E se il cittadino gioca, il Fisco ringrazia. Secondo l'indagine Eurispes negli ultimi anni le entrare erariali derivanti dai giochi hanno subito un forte incremento, passando da 3,5 miliardi di euro nel 2003 a 7,7 miliardi di euro nel 2008, con un tasso di crescita complessivo del 121,1%. Secondo l'istituto di ricerca, si tratta di una crescita che deriva prevalentemente dall'aumento della raccolta dei giochi piuttosto che dal regime fiscale cui i singoli giochi sono sottoposti. Tra i cittadini intervistati, inoltre, quasi tre su dieci ritengono che sarebbe utile investire i ricavi nella sanita' e all'assistenza alle fasce piu' deboli, il 18,2% alle opere sociali o beneficienza, il 10% per attivita' culturali e il 6% pensa che l'uso migliore sarebbe quello di investirli nell'edilizia popolare. (Dires - Redattore Sociale)

15 dicembre 2009

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