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Maxi fondo di emergenza per le economie asiatiche

Quattordici Paesi dell'Est e Sud-Est asiatico hanno firmato un programma per costituire un fondo di emergenza di 120 miliardi di dollari. Il piano è chiamato Chiang Mai Iniziative e il suo principale scopo è quello di dare vita a una rete di sicurezza che protegga da una crisi finanziaria. Giappone, Cina, Sud Corea, Hong Kong e i 10 membri dell'Associazione Paesi asiatici sud-orientali (Asean) saranno autorizzati a scambiare le rispettive valute in dollari Usa fino a un importo prestabilito.

«Gli obiettivi fondamentali del fondo Chiamg Mai sono di fronteggiare squilibri di bilancia dei pagamenti e di liquidità a breve nella regione e integrare gli attuali accordi finanziari internazionali», spiega un comunicato ufficiale. In pratica tamponare eventuali emergenze di liquidità in modo da prevenire lo scoppio di crisi finanziarie (come ad esempio quella che colpì l'area nel 1997-98). .

Il fondo dovrebbe entrare in funzione nel marzo 2010. Ma non si tratta di una versione locale del Fondo monetario internazionale. Nè tantomeno rappresenta il primo passo verso una forma di unione monteraria stile Ue. Tuttavia, come segnala il ministero delle finanze coreano, rappresenta un salto di qualità sul fronte della cooperazione internazionale nell'area. Un'area il cui sviluppo, condividono in molti, sarà cruciale nel trainare l'economia mondiale fuori dalla crisi.

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