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Vendite di automobili la Cina sorpassa gli Usa
ROMA - Per il mondo dell'auto il 2009 resterà l'anno della rivoluzione, ma anche quello del sorpasso della Cina agli Stati Uniti. L'ennesimo colpo sferrato dalla crisi alla supremazia americana, forse il più duro visto l'orgoglio statunitense per la propria industria automobilistica, lo ha certificato il New York Times: le nuove auto vendute in Cina nel 2009 saranno 12,7 milioni contro le sole 10,4 milioni immatricolazioni negli Usa, le stime sono quelle della società di consulenza J. D. Power Associates. L'altra notazione fatta dal giornale è che il sorpasso "arriva nonostante uno sforzo senza precedenti per assistere chi vende e costruisce auto, compreso un programma di incentivi alla rottamazione da 2,9 miliardi di dollari, grazie al quale sono state vendute 690.000 vetture. Nonostante questo, da gennaio a ottobre circa 1.500 concessionari negli Usa hanno chiuso i battenti, rendendo così il 2009 l'anno peggiore sotto questo punto di vista dagli anni '50". Il 2009 è anche l'anno della bancarotta di General Motors (anche lei ha perso nel frattempo lo scettro di maggior costruttore del pianeta superata da Toyota) e della vendita "pilotata" di Chrysler a Fiat. Entrambe sono crollate sotto il peso della recessione degli ultimi due anni, ma le difficoltà nascono da un calo strutturale delle vendite: sempre il Nyt ricorda che nel 2000 il più grande mercato del mondo assicurava 17,4 milioni di nuove immatricolazioni all'anno. Nel frattempo in Cina la crescita delle vendite è rimasta costante a livelli impensabili: il 2009 chiude con un +40% rispetto all'anno precedente. La forza del mercato interno diventa il miglior propellente anche per i costruttori nazionali che ora fanno shopping all'estero: Gm ha venduto le mega jeep Hummer alla Sichuan Tengzhong, mentre la Geely ha comprato la Volvo dalla Ford per 2 miliardi di dollari. Un altro costruttore cinese, la Baic, ha comprato una parte della tecnologie dalla Saab per 200 milioni di euro, e probabilmente sarà l'unica parte dello storico marchio svedese a sopravvivere ad un fallimento senza più vie d'uscita.
L'India è l'altro paese emergente. Il mercato interno arriva a cifre interessanti: le 1,9 milioni di auto vendute nel 2009 la pongono poco sotto l'Italia o l'Inghilterra, ma l'obiettivo è di raggiungere i 6 milioni nel 2016. Gli indiani stanno imponendosi sul mercato globale grazie ai bassi costi: trainata dai costruttori nazionali Tata e Mahindra e dall'arrivo dei big stranieri, la capacità produttiva delle fabbriche indiane è raddoppiata dal 2004 ad oggi arrivando a 2,25 milioni di vetture l'anno. L'acquisto da parte di Ratan Tata dei marchi come Land Rover e Jaguar ha suggellato questa crescita. I giapponesi, grandi concorrenti degli americani negli anni '80, sembrano a loro volta inghiottiti da una stagnazione senza fine. L'unica in grado di fronteggiare i nuovi arrivati sembra la cara vecchia Europa che, considerando i dati aggregati, rimane il mercato più grande del mondo con vendite intorno ai 14,5 milioni di veicoli nei 15 paesi dell'Ue. La dimensione del mercato cresce di un altro milione di esemplari se si considerano i 10 paesi dell'Est Europa (più Cipro e Malta) aggiunti di recente. E non solo: i "campioni" del Vecchio Continente (Volkswagen, Renault, Fiat e Psa) sono riusciti con acquisizioni mirate a mantenere salde le loro posizioni nella top ten dei costruttori globali.
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