Prezzo della Crisi del 10-09-2010: 'Alitalia, le cifre del disastro '
di Fabio Sebastiani
Alitalia, ecco il capolavoro del Governo! Ecco come tra cricche e faccendieri di varia risma si è riusciti a mettere defintivamente ko l’azienda, setacciata e maltrattata in nome dell’abbassamento del costo del lavoro. La situazione della nuova Alitalia è stata illustrata questa mattina dal segretario regionale Cgil, Claudio Di Berardino, da quello Filt, Alessandro Capitani e Filt trasporto aereo Stefano Monticelli. Ieri la Cgil di Roma e del Lazio ha fornito qualche cifra, tanto per chiarire le idee ai dubbiosi. Secondo i dati riportati dalla Cgil, rispetto alla media degli ultimi tre bilanci semestrali della vecchia Alitalia peggiorano i ricavi -30%, i passeggeri trasportati -1 milione mentre la capacità di riempimento degli aeromobili è del 68% (3 punti sotto rispetto alla vecchia Alitalia e 8 punti in meno rispetto alle grandi compagnie continentali). La fusione Alitalia-Air One ha portato, poi, a una riduzione del giro d’affari e passeggeri: con un calo rispettivo del 48,3% e del 30,3% nei primi 6 mesi del 2010. Riguardo alle rotte, sempre secondo la Cgil, solo il 6,7% del traffico europeo e il minor numero di rotte a lungo raggio della sua storia 14 rispetto alle 77 di Air France. «Il piano industriale è stato disatteso e modificato - sostiene la Cgil - la nuova Alitalia ha continuità con il passato è un’azienda stretta all’angolo che non riesce a scalare il mercato europeo, si è ridimensionata e lo si vede nel rapporto con le altre compagnie. Quando è nata si è detto che si voleva fare a 5 stelle ma in realtà è ad 1 stella. Ci sono voci di esubero di personale». In conclusione, la Cgil denuncia come in due anni il volume d’affari è stato dimezzato con indicatori economici simili alla vecchia Alitalia e un risultato operativo praticamente simile e che passa da -135 a -129. Inoltre c’è il mancato consolidamento e sviluppo sia del mercato che della flotta. Tutto questo determina aerei poco carichi e ricavi ridotti di 140 milioni. «Vorremmo che gli accordi presi vengano rispettati - sottolinea Claudio Di Berardino, segretario della Cgil di Roma e del Lazio - noi siamo sempre stati contro la politica dei due tempi: non è possibile che Cai ha preso e ora che si deve aprire il capitolo degli investimenti Cai non si impegna.
Alitalia, ecco il capolavoro del Governo! Ecco come tra cricche e faccendieri di varia risma si è riusciti a mettere defintivamente ko l’azienda, setacciata e maltrattata in nome dell’abbassamento del costo del lavoro. La situazione della nuova Alitalia è stata illustrata questa mattina dal segretario regionale Cgil, Claudio Di Berardino, da quello Filt, Alessandro Capitani e Filt trasporto aereo Stefano Monticelli. Ieri la Cgil di Roma e del Lazio ha fornito qualche cifra, tanto per chiarire le idee ai dubbiosi. Secondo i dati riportati dalla Cgil, rispetto alla media degli ultimi tre bilanci semestrali della vecchia Alitalia peggiorano i ricavi -30%, i passeggeri trasportati -1 milione mentre la capacità di riempimento degli aeromobili è del 68% (3 punti sotto rispetto alla vecchia Alitalia e 8 punti in meno rispetto alle grandi compagnie continentali). La fusione Alitalia-Air One ha portato, poi, a una riduzione del giro d’affari e passeggeri: con un calo rispettivo del 48,3% e del 30,3% nei primi 6 mesi del 2010. Riguardo alle rotte, sempre secondo la Cgil, solo il 6,7% del traffico europeo e il minor numero di rotte a lungo raggio della sua storia 14 rispetto alle 77 di Air France. «Il piano industriale è stato disatteso e modificato - sostiene la Cgil - la nuova Alitalia ha continuità con il passato è un’azienda stretta all’angolo che non riesce a scalare il mercato europeo, si è ridimensionata e lo si vede nel rapporto con le altre compagnie. Quando è nata si è detto che si voleva fare a 5 stelle ma in realtà è ad 1 stella. Ci sono voci di esubero di personale». In conclusione, la Cgil denuncia come in due anni il volume d’affari è stato dimezzato con indicatori economici simili alla vecchia Alitalia e un risultato operativo praticamente simile e che passa da -135 a -129. Inoltre c’è il mancato consolidamento e sviluppo sia del mercato che della flotta. Tutto questo determina aerei poco carichi e ricavi ridotti di 140 milioni. «Vorremmo che gli accordi presi vengano rispettati - sottolinea Claudio Di Berardino, segretario della Cgil di Roma e del Lazio - noi siamo sempre stati contro la politica dei due tempi: non è possibile che Cai ha preso e ora che si deve aprire il capitolo degli investimenti Cai non si impegna.
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