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Bce, il debito come un manganello
La crescita nell'area euro è a rischio, i conti pubblici sono sotto pressione e i Paesi più «vulnerabili» devono prepararsi a eventuali nuove manovre aggiuntive. La Banca centrale europea oggi spara queste sentenze, forte del fatto che sta continuando a comprare i titoli di Stato italiani per salvarci dalla speculazione. Questa è una balla, perché per bloccare la speculazione non bisogna fare come ora fa la BCE che acquista titoli sul mercato secondario, cioè a speculazione già avvenuta, ma sul mercato primario. Questo solo per dire che la BCE nei fatti permette la speculazione invece che fermarla, come invece fa la Federal Reserve negli stati uniti. Un tema questo taciuto dagli organi di stampa di regime, perché sono in pochi a dire che la BCE oggi attenua ma non rallenta la speculazione proprio per avere un'arma in più per imporre la sua politica economica ai Paesi. Non è un caso che lo spread italiano nell'ultimo mese si è riavvicinato «ai livelli osservati in agosto, prima che la Bce decidesse di riattivare» gli acquisti.
Dunque, questo giochetto della BCE rischia di far pagare un prezzo alto anche all'Italia, costringendola a politiche di riequilibrio che avvengono sotto minaccia di aprire definitivamente le porte alla speculazione. Così mentre in Europa prosegue il negoziato per rafforzare il fondo di salvataggio europeo, che di fatto non è altro che un meccanismo per ricapitalizzare con soldi pubblivi le banche private che falliscono, la Bce torna a battere il tasto del ricatto ponendo la richiesta di interventi strutturali (leggi lacrime e sangue). Politiche che in nome della crescita la BCE invoca, ma che determinano di fatto la recessione, permettendo però al padronato di ristrutturare a proprio favore il mercato del lavoro, abbattendo i diritti e comprimendo i salari (leggi lettera BCE a Governo). Se una volta i fascisti utilizzavano il manganello per cancellare l'opposizione oggi i mercati usano il debito e i ricatti della BCE. Così i paesi «particolarmente vulnerabili» come il nostro devono non solo attuare «in modo inequivocabile» le misure già annunciate per riequilibrare i conti ma dovrebbero farne delle altre. Questi paesi, dice ancora la BCE, devono «essere pronti ad adottare eventuali misure aggiuntive che posano rendersi necessarie». Insomma solo gli italiani possono salvare l'Italia, dice Mario Draghi. E noi siamo per una volta d'accordo con il governatore. Iniziamo a non pagare il debito che gente come lui utilizza per ricattarci.
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