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Intervista a Beniamino Lapadula: «Manovra di destra, l'Ue chiedeva meno tagli»
News imagedi Fabio Sebastiani (Liberazione del 03/07/2011)

Intervista a Beniamino Lapadula, Cgil, responsabile dipartimento Economia

Che definizione complessiva daresti di questa manovra?

E' una manovra di destra nel senso più pieno del termine. Non solo non è una manovra a favore della crescita ma è una manovra con con l'ammontare dei tagli avrà riflessi negativi anche su quella che già si si stimava bassissima. Una crescita bassa non può non creare grossi problemi a sua volta sugli stessi conti pubblici. Il rapporto infatti è tra debito e Pil.


Una manovra suicida...

Resta l'interrogativo di fondo sul perché il Governo italiano abbia scelto di fare una manovra più pesante di quanto richiedeva l'Unione europea. Poteva scegliere un sentiero più graduale. E' vero che l'Italia ha uno stock di debito più alto ma anche vero che l'indebitamento annuale. Si sarebbe potuto contrattare qualcosa di diverso. C'è un ulteriore errore fatto dal governo italiano. Probabilmente, Tremonti ha pensato che solo con una drammatizzazione così forte potesse riuscire a controllare la finanza pubblica, e con un presidente del consiglio che fa altre cose.


Una finanziaria "alla Greca"?

E' evvidente che la responsabilità di fondo ce l'ha l'Unione eueropea basta vedere come ha trattatato la vicenda della Grecia. Il contesto non è favorevole ma decidendo di fare di più ha peggiorato la situazione, con l'aggravante che a questo punto non si può tornare indietro. La speculazione finanziaria, infatti, è sempre pronta a partire.


Cosa c'è dietro questa retorica degli enti virtuosi?

E' solo propaganda. Le strette degli anni passati sono state di tale ampiezza che tagli ulteriori non sono possibili. Un po' di propaganda per far contenta la Lega


Il resto della manovra è un vero e proprio massacro sociale.

La delega fiscale nasconde altre amare sorprese che riguardano l'assistenza. E' la prima volta che in um modo scoperto e senza i paraventi del passato pratica una linea di destra. Fa pagare la crisi interamente a chi la subisce. Basta pensare al fatto che si va ad intaccare le pensioni sopra i 1.400 euro che poi al netto vuol dire un importo di 900 euro. Si introducono ticket di dieci euro che andranno ad appesantire la busta paga e, comunque, chi sta peggio. Si tagliano le risorse agli enti locali con effetti sulle tasse comunali. Ancora una volta si va a comprimere chi sta peggio. Con il taglio delle aliquote alla fine i benefici andaranno a chi sta meglio ovvero chi prima pagava una aliquota del 43% oggi è al 40. Per grosso dei redditi medi sasrà ininfluente, ma nello stesso tempo si vedrà aumentare l'Iva. Non basta ci sono i tagli alla reversibilità e agli assegni di accompagnamento. Più di destra di così non si potrebbe.


C'era appena stato un disgelo sulle relazioni sindacali con l'accordo interconfederale, ed ora la botta...

Sullo sgravio fiscale sui premi di produttività noi della Cgil abbiamo avuto serie perplessità perché favorisce chi ha la fortuna di fare straordinari e prendere premi di produttività. L'accordo interconfederale si è realizzato contro la volontà di questo Governo. Sacconi ha lavorato sempre per dividere. Questo è un governo che ha puntato tutto sull'indebolimento del sindacato. Mi auguro che Cisl e Uili sulla manovra tengano conto della realtà a partire dal fatto che, per esempio, sui costi della politica non si è fatto nulla. Secondo me si riesce anche a riconsiderare insieme a Cisl e Uil il quadro di unità. Sarebbe stato peggio l'ennesimo accordo separato. Stavolta sulla manovra il Governo non ha fatto nemmeno un confronto con Cisl e Uil.


Come contrastarla?

Il sindacato si opporrà anche con la mobilitazione. Questa manovra fatta per decreto legge potrebbe essere essere conclusa in un mese con il ricatto del generale agosto e quindi non può essere nemmeno discussa con la necessaria pacatezza da nessuno, né dagli enti locali né dalle parti sociali.
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