CROAZIA: PROGRAMMA AUSTERITÀ PER EVITARE DECLASSAMENTO
ZAGABRIA, 20 FEB - Aumento dell'Iva dal 23 al 25 per cento, un ritocco alle aliquote fiscali sul reddito che dovrebbe favorire la classe media e penalizzare i più ricchi, una tassa sui dividendi, licenziamenti nel settore pubblico e tagli delle tredicesime, nuove privatizzazioni e meno sussidi pubblici all'agricoltura e all'economia in generale. Sono queste le principali misure di austerità che il nuovo governo croato di centro-sinistra, in carica da due mesi, introdurr dal primo marzo per diminuire il deficit dei conti pubblici dal 4,4 per cento nel 2011 al 2,8 per cento, stabilizzare le finanze pubbliche e tentare di prevenire un declassamento del debito sovrano della Croazia allo status di spazzatura (junk). Questa sarà la prima volta in più di dieci anni che lo Stato croato cercherà di spendere meno rispetto all'anno precedente. Infatti, la legge finanziaria, in discussione oggi al parlamento di Zagabria, prevede spese nel 2012 per 15,7 miliardi di euro, una diminuzione di 610 milioni rispetto al 2011, mentre sono previsti 14,5 miliardi di entrate, con un deficit di 1,2 miliardi. «La Croazia non è un Paese povero, ma per mantenere il nostro tenore di vita dobbiamo cambiare la politica economica, essere fiscalmente più responsabili», ha detto oggi in parlamento il primo ministro Zoran Milanovic. «Il nostro obbiettivo è mantenere la sovranità economica, essere un Paese che non dovrà chiedere aiuto agli altri, perchè solo quando si ha il controllo delle proprie casse si è veramente indipendenti», ha spiegato il premier, riferendosi alle critiche secondo cui le misure di austerità sarebbero dettate dalle agenzie di rating internazionali che stanno aspettando di valutare l'effetto delle nuove norme sull'economia in generale prima di rivedere lo status del debito sovrano della Croazia, ora a BBB-, un punto sopra lo status di spazzatura. Un declassamento renderebbe estremamente costoso l'indebitamento estero necessario per finanziare il deficit, con il rischio di dover introdurre misure di risparmio molto più drastiche. Per questo il pacchetto proposto dal governo non prevede licenziamenti di massa nel settore pubblico, ma la cancellazione dei contratti a tempo determinato, che riguarderebbe circa 4 mila persone, su 200 mila impiegati pubblici. Non sono previsti tagli agli stipendi base, ma una riduzione di alcuni benefici come le tredicesime, il lavoro notturno e gli straordinari, forse anche l'abolizione di due o tre festività nazionali. Per ora non si sa cosa il governo intenda fare per rilanciare la crescita dell'economia, stimata allo 0,8 per cento nel 2012, contro lo 0,4 per cento nel 2011, dopo tre anni consecutivi di declino. Contro le previsioni del governo, la Banca mondiale ha stimato una diminuzione del Pil dell'uno per cento nel 2012. Il pacchetto di riforme fiscali prevede la tassazione con un'aliquota del 12 per cento dei dividendi superiori ai 1600 euro riscossi dalle azioni, la completa abolizione di qualsiasi imposta sul capitale reinvestito, e una diminuzione del due per cento dell'imposta per l'assicurazione sanitaria dei lavoratori dipendenti. È stato annunciato anche un rilancio degli investimenti pubblici nell'economia reale, ma senza un piano preciso, mentre una forte diminuzione dell'Iva nel settore del turismo, promessa in campagna elettorale, è stata rimandata all'anno prossimo. Infine, entro l'anno il governo di Zagabria intende privatizzare le ultime due aziende del settore finanziario ancora di proprietà dello Stato: la Croatia osiguranje, la maggiore società assicurativa, e la Postanska banka, il cui valore insieme è stimato a 270 milioni di euro. Per quanto il governo manterrà una quota del 25 per cento di azioni nelle due società, gli esperti sono molto critici verso questa decisione, sostenendo che lo Stato rinuncerà totalmente alla possibilità di influire sul sistema finanziario nazionale, cedendolo alle banche europee, in questo periodo esposte a rischi della crisi dell'euro. (ANSAmed).





