Sabato 25 Maggio 2013 - Ultimo aggiornamento 09:49
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Il Parlamento UE approva la Tobin Tax. La parola passa a Bruxelles
Con 487 sì, 152 no e 46 astenuti, il Parlamento Ue, riunito in seduta plenaria, ha finalmente approvato la Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie che, penalizzando le speculazioni valutarie, nelle stesse intenzioni del premio Nobel per l’economia James Tobin che la ideò nel 1972, stabilizzerebbe i mercati valutari e farebbe reperire fondi per tutta la comunità internazionale. Con la relazione firmata dalla socialista greca, ed eurodeputata del gruppo Socialisti e Democratici, Anni Podimata, viene modificata la precedente direttiva della Commissione europea, e ai 27 stati membri sarà finalmente chiesto di applicare la tassa sulle transazioni finanziarie su tutto il territorio comunitario, così da evitare squilibri nel mercato interno. La novità, e dunque la buona notizia, è che se il Consiglio dell’Unione Europea ratificherà la decisione presa a Strasburgo, la Tobin Tax, che già è in vigore in 9 Paesi UE, verrà applicata anche se solo una parte degli stati membri sarà favorevole; una serie di provvedimenti scoraggerebbe inoltre l’evasione, e obbligherebbe i traders a pagarla. Allargando il campo di applicazione della tassa, infine, tutte le istituzioni che scambiano titoli originariamente emessi in Europa, pur se non basati direttamente in uno degli stati membri, saranno obbligate a pagarla. Aspirando a un disegno ben più ampio, ovvero “alla conclusione di un accordo a livello mondiale”, Strasburgo chiede all’Unione Europea di impegnarsi a mantenere le aliquote europee entro una soglia contenuta che allontani e scoraggi “i rischi di delocalizzazione”.

A restare invariati, rispetto alla direttiva della Commissione, sono i tassi da applicare: l’imposizione prevista è dello 0,1% per azioni e titoli, e dello 0,01% per i derivati. Restano esentati, invece, i fondi pensione.

Applicando questi tassi d’imposta, stando alle prime valutazioni d’impatto, si arriverebbe a recuperare fino a 55 miliardi di euro, da destinare “al risanamento fiscale al fine di stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro”. Ma vengono specificati anche campi precisi a cui destinare una parte delle risorse recuperate, come “l’aiuto allo sviluppo e la lotta al cambiamento climatico”.

Dall’Italia, il plauso per il voto di Strasburgo è unanime. Per David Sassoli, capo-delegazione del Pd al Parlamento europeo, "il principio che a pagare per la crisi siano finalmente anche quelli che l'hanno provocata, è adesso sancito dall'unica istituzione europea espressione diretta dei cittadini”. Lo stesso segretario del Pd Bersani, a margine della della riunione dei Progressisti europei, in corso in queste ore proprio a Bruxelles in vista del vertice UE di questa sera, ritiene la Tobin Tax “cruciale”.

Roberta Angelilli (PdL), vicepresidente dell’Aula di Strasburgo, valuta che applicando questa imposta sulle transazioni finanziarie “per l'Italia si valuta un beneficio tra i 5 e i 6 miliardi di euro l'anno”, e ribadisce che “anche il settore finanziario, così come richiesto dai nostri cittadini, deve dare il giusto contributo per far fronte ai costi della crisi economica”.

Di “segnale positivo dal Parlamento europeo” parla Rocco Buttiglione, presidente Udc, che precisa: “il punto non è scoraggiare le transazioni finanziarie allontanando i capitali. Il punto è mettere una tassa, molto molto piccola, che non sia praticamente percepita dalle normali operazioni, mentre finisca per incidere sullo spostamento di grandi capitali, cioè colpire le operazioni della speculazione”.

Ora la parola, da Strasburgo, passa a Bruxelles, dove oggi pomeriggio si riunirà il Consiglio dell’Unione Europea.