Da paesi Eurozona piani su uscita Grecia. Prima la massacrano, poi la abbandonano.

Ciascun Paese dell'Eurozona deve preparare un piano per valutare il potenziale impatto dell'eventuale uscita della Grecia dall'euro. Un'intesa in questo senso è stata raggiunta, secondo quanto riferito da alcuni funzionari all'agenzia Reuters, nel corso di una teleconferenza svoltasi lunedi' scorso.
Insomma, la priorità dei padroni dell'Europa non è la crescita (qualcuno sa qualcosa?), ma cacciare via un Paese che pesa. Cacciarlo via dall'Europa dopo averlo messo in ginocchio con politiche di austerità senza precedenti.
Una volta misurato l'impatto dell'uscita, bisognerà capire tempi e modalità. Qualcuno parla di ritorno alla Dracma o addirittura di una moneta euro di serie B: il G-Euro. Anche la Bce starebbe predisponendo un proprio progetto, attraverso un gruppo di crisi, per affrontare lo scenario post-voto ellenico. Un team simile a quello già predisposto dalla Bundesbank e che, forse non a caso, è guidato da Joerg Asmussen, direttore esecutivo dell'Eurotower, ma anche uno dei rappresentanti tedeschi della Bce più inflessibili sul tema del rigore e dell'austerità. Thomas Mayer, senior advisor di Deutsche Bank, ha ipotizzato la creazione in Grecia di un duale di monete: euro e G-euro, quest'ultime una specie di cambiali con cui lo Stato ellenico potrebbe pagare parte degli stipendi pubblici. Questo progetto permetterebbe da un punto di vista tecnico ad Atene di non uscire formalmente dalla valuta unica, stampando propri titoli che - inevitabilmente - subirebbero quella forte svalutazione annunciata per la 'nuova dracma', almeno il 50 per cento. Comunque vada sarà una tragedia per il popolo greco, ma questo ai mercati non interessa.
Insomma, la priorità dei padroni dell'Europa non è la crescita (qualcuno sa qualcosa?), ma cacciare via un Paese che pesa. Cacciarlo via dall'Europa dopo averlo messo in ginocchio con politiche di austerità senza precedenti.
Una volta misurato l'impatto dell'uscita, bisognerà capire tempi e modalità. Qualcuno parla di ritorno alla Dracma o addirittura di una moneta euro di serie B: il G-Euro. Anche la Bce starebbe predisponendo un proprio progetto, attraverso un gruppo di crisi, per affrontare lo scenario post-voto ellenico. Un team simile a quello già predisposto dalla Bundesbank e che, forse non a caso, è guidato da Joerg Asmussen, direttore esecutivo dell'Eurotower, ma anche uno dei rappresentanti tedeschi della Bce più inflessibili sul tema del rigore e dell'austerità. Thomas Mayer, senior advisor di Deutsche Bank, ha ipotizzato la creazione in Grecia di un duale di monete: euro e G-euro, quest'ultime una specie di cambiali con cui lo Stato ellenico potrebbe pagare parte degli stipendi pubblici. Questo progetto permetterebbe da un punto di vista tecnico ad Atene di non uscire formalmente dalla valuta unica, stampando propri titoli che - inevitabilmente - subirebbero quella forte svalutazione annunciata per la 'nuova dracma', almeno il 50 per cento. Comunque vada sarà una tragedia per il popolo greco, ma questo ai mercati non interessa.
