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Vincenzo Comito: "Possiamo sperare solo in una speculazione benevola".

L’Italia sta per entrare nel pieno della speculazione finanziaria. Quale prospettive si aprono a questo punto?

Stando cosi le cose c’è solo da sperare che la speculazione sia buona, anche perché margini di difesa non ce ne sono granché. Il problema finanziario dell’Italia è che ha un debito pubblico che con l’attuale situazione non è in grado di restituire. Un debito lo si può restituire o con l’inflazione o con la crescita. E quindi c’è solo da sperare in un qualche strumento di difesa europeo che non so se arriverà. I dubbi sono leciti. Tutti i casi dimostrano che gli aiuti arrivano all’ultimo momento, ma si gioca con il fuoco perché c’è sempre la possibilità che sia troppo tardi.

Con le banche spagnole l’Europa ha cercato di mostrare i denti, ma evidentemente non basta.

Sullo sfondo c’è che il sistema dell’euro non regge perché ci sono due ordini di problemi: primo, al mondo non c’è mai stata una moneta senza Stato. Quindi, o crolla l’euro o si fa l’Europa. Secondo, questa crisi dell’euro si manifesta al di là delle cronache mensili con una mancanza della competitività dell’economia del Sud Europa.

La Germania vince comunque su tutti i tavoli e con qualsiasi ipotesi?

La Germamia dai vari default nazionali potrebbe avvantaggiarsi perché il livello dell’euro si tiene abbastanza basso. Se sale, la Germania vede ridursi le esportazioni, cosa che comunque sta avvenendo perché la crisi dei paesi del Sud Europa sta provocando un restringimento dei mercati. La Germania ha trovato negli anni altri sbocchi come la Cina, e la Russia. In quest’ultimo caso però l’economia della Russia non sembra essere nelle dimensioni adeguate a sostenere la Germania. Il problema è che, tra l’altro, la Germania non si capisce cosa vuole fare. Forse non lo sanno nemmeno loro. Se si vuole salvare deve innescare una unificazione progressiva. E poi dopo si possono fare gli eurobond e tutti i passaggi tipo i titoli di Stato comparati dalla Bce. E’ comunque un processo che va avviato oggi

Gli Stati Uniti sembrano coinvolti in misura maggiore di prima.

Mi sembra una posizione ambigua. Una volta si diceva che lavoravano contro l’euro perché era un pericoloso concorrente. Oggi sembra che la crisi dell’euro avrebbe riflessi congiunturali negativi su Obama. Tutto il mondo occidentale è collegato e quindi il fallimento dell’Europa comporterebbe ulteriori problemi.

Parafrasando una frase più famosa, possiamo dire che è terminata la spinta propulsiva del capitalismo?

C’è un corto circuito interno. E’ evidente. In realtà le classi dirigenti occidentali non sanno letteralmente cosa fare. O meglio, se qualcuno avesse qualche idea non riesce a realizzarla perché di fatto non ha abbastanza potere. Chi può incarnare l’uscita dalla crisi? Non si vede. Sono fortemente pessimista sulla soluzione a breve. C’è questa idea dell’economia verde. E’plausibile ma dubito che alla fine i gruppi dirigenti occidentali abbiano la forza, e sufficienti interessi da poter indicare una direzione.

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