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Monti, rimandato il taglio alle tasse: "E' sacrosanto, ma ora è prematuro"
Il peso del fisco è decisamente «eccessivo» e ridurlo è un'esigenza «sacrosanta» soprattutto per i contribuenti onesti. Ma non è questo il momento: non bisogna allentare il rigore sui conti. Quello che sta consentendo al Paese di 'navigarè in acque abbastanza tranquille ad agosto al riparo dai 'marosì della speculazione.
Il premier Mario Monti smentisce così indiscrezioni 'ferragostane' della stampa che anticipava lo studio di un dossier sul quale sarebbe stato impegnato il Governo. Anche perchè con l'aumento Iva da non far scattare (servono altri 6 miliardi), il debito da ridurre (10-15 miliardi l'anno) e l'Imu (vale circa 20 miliardi) contro la quale molti sparano, le risorse da trovare per far calare le tasse sarebbero davvero eccessive. Basti pensare che solo un piccolo ritocco dell'aliquota più bassa dal 23 al 20% richiederebbe 15 miliardi (cinque miliardi circa per ogni punto).
Cioè per fare un intervento minimo e solo per le classi di reddito più basse bisognerebbe spendere quanto previsto per il calo del debito. In una nota di smentita arrivata il giorno dopo Ferragosto («non ho voluto smentire il giorno stesso, per non amareggiare il Ferragosto degli italiani», scrive il Professore) Monti spiega che «il carico fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese in Italia è senz'altro eccessivo, ma in questo momento l'attenzione per il riequilibrio della finanza pubblica non può essere allentata».

MENO TESSE «Un fisco meno gravoso è una sacrosanta esigenza per i contribuenti onesti» e «renderlo concretamente possibile, senza fare promesse irrealizzabili, è un obiettivo», ma «iniziare a distribuire i benefici» del risanamento «ad esempio riducendo l'Irpef, sarebbe prematuro». Dunque «quando una tale prospettiva verrà delineata e sarà considerata credibile anche dai mercati, ipotesi di un minore carico fiscale saranno non solo auspicabili, ma concretamente realizzabili». Insomma: il calo delle tasse può essere un obiettivo, ma certamente non adesso. Oltretutto i dossier aperti sono moltissimi a partire dal calo del debito. Ma la situazione è meno grave, almeno secondo il Governo, di quanto appare: «sono convinto che l'Italia ce la farà - dice il ministro allo Sviluppo, Corrado Passera - scommetterei tutto quello che ho». E rassicurazioni arrivano anche dal sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo: «un dato positivo è quello sul fabbisogno: sta andando molto bene rispetto all'anno scorso.

CALO DEL PIL A LUGLIO A luglio il calo è stato di un punto di Pil. È una cosa straordinaria se si considera la situazione. È un dato confortante che fa sperare che il peggio sia passato». E sulla spending review aggiunge: «molti dei maggiori risparmi non sono stati quantificati e dunque i benefici si vedranno a consuntivo. La situazione finanziaria del Paese è a posto, la prospettiva è certamente meno tragica di qualche mese fa. Il punto verrà fatto con la legge di stabilità. Intanto Bondi sta facendo un nuovo approfondimento sulla spending review per vedere se sono possibili ulteriori misure risparmio della spesa pubblica». L'ipotesi è di 10 miliardi di ulteriori tagli.
Il tema del taglio delle tasse 'scaldà subito i partiti: critiche arrivano dal Pdl (Maurizio Gasparri) che ribadisce la necessità di una taglio soprattutto per la casa. Critica anche la Lega (Roberto Calderoli dice: «abbassare le tasse e contronatura per Monti»). E mentre per l'Idv il taglio è «pura fantascienza», l'Udc difende il premier: «dimostra serietà e rigore». Infine per Stefano Fassina (Pd) l'ostacolo «è di natura politica e dovuto al fatto che progressisti e conservatori, Pd e Pdl, hanno culture economiche e visioni alternative di equità».

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