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ITALIA SPEZZATA IN DUE
Non è un paradosso, è la realtà: mentre si discute di unificazione dell'Europa, si sta dividendo l'Italia: oggi ci vogliono quattro secoli per recuperare il gap che divide il nostro mezzogiorno dal settentrione. Questo è quel che risulta dal Rapporto Svimez presentato ieri a Roma. Ma se il sud va in calo anche 400 anni sono ottimistici.

Fabrizio Barca, ministro della Coesione territoriale, ha detto che nel Sud c'è «un deficit di cittadinanza». E ha aggiunto che oggi «parlare di politiche industriali è difficile, ma quando si tratta di produrre una buona scuola, una cura per l'infanzia, di assistere gli anziani e di garantire la sicurezza si tratta di mestieri fondamentali su cui tutti sono d'accordo. Il problema è che farlo richiede una domanda più forte da parte dei cittadini, una loro mobilitazione, una mobilitazione delle organizzazioni che militano a un rinnovamento della macchina pubblica». Tutto giusto ma viene il dubbio che i guai del sud siano tutti colpa dei meridionali, e mi sembrerebbe un po' ingenerosa la situazione del Sud illustrata dal rapporto Svimez.

Che cosa dice il Rapporto? Desertificazione industriale. La disoccupazione tocca il 25%, più del doppio rispetto a quella del centro-nord. E ancora: nel 2012, il Pil è sceso ancora del 3,5%, i consumi del 3,8%, gli investimenti del 13,5%. Negli ultimi quattro anni, dal 2007 al 2011, sono 147 mila i posti di lavoro persi al Sud, il triplo dei dati del centro-nord. In questa situazione dal 2000 al 2010 oltre un milione e 350 mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno, aggravandone l'impoverimento.

Una situazione di grave e progressivo impoverimento chiederebbe piani di emergenza, di investimenti pubblici, anche di una nuova cassa del Mezzogiorno. Ma idee di questo tipo fanno a pugni con la religione dell'austerità. Il destino dei meridionali è proprio quello di essere austeri e fottuti? E' forte la curiosità di leggere le obbligate risposte del governo e dei partiti: insomma, non si unisce l'Europa e si divide l'Italia. Il presidente della Repubblica dica qualcosa al suo Mario Monti.
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