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Italiani, il 19% in difficoltà per le spese. Le uscite superano le entrate. Dov'è la ripresa?
In aumento le famiglie che non possono affrontare alle spese con il proprio reddito. A inizio ottobre raggiungono quasi il 19% contro l'11,3% di marzo 2012. Questo dato emerge dall'Outlook Italia.

Assistiamo infatti a un peggioramento delle capacita' di spesa che raggiunge il 70% tra le famiglie del Sud Italia. E' il 67% degli intervistati a dichiarare di essere andato in pari, negli ultimi sei mesi, tra entrate e uscite, eppure il 19% ha speso piu' delle entrate mensili; si tratta di 4,7 milioni di famiglie che sono dovuti ricorrere ai risparmi o a doversi espedienti. 

Si posticipano pagamenti di bollette, rette scolastiche, spese condominiali, un comportamento che raggiunge il 30%.

E' quasi il 50% degli intervistati a indicare che affrontera' la crisi con il taglio dei consumi, proseguendo l'adozione dei comportamenti 'contenitivi' di diverse voci del budget familiare adottati negli ultimi due anni:è  il 68% a cercare di moderare le spese per svago e per divertimento; il 53,5% limita spostamenti per risparmiare sul carburante, il 48% modifica i consumi alimentari cercando di risparmiare, il 14,3% vende piccoli oggetti d'oro e ne ricava soldi liquidi.

Prevale fra gli italiani il senso di incertezza e anche di disorientamento. 

In modo particolare, tra gli occupati, quasi 3 milioni (il 14,5%) temono una riduzione dello stipendio, invece piu' di 2 mln e mezzo (il 13,7%) temono di perdere l'occupapzione prossimamente.

Tra i disoccupati il 48,5% e' convinta di non riuscire a trovare un lavoro. La maggior parte degli intervistati, reputa prioritario l'interesse del governo verso le politiche pubbliche per l'occupazione (per il 55%) e le misure per la riduzione delle tasse (42,3%).

"L'indagine Confcommercio-Censis - commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - ci consegna due indicazioni: i consumi sono sempre piu' compressi e le spese vengono rinviate. Quasi la meta' delle famiglie taglia le spese ed e' raddoppiato il numero di chi si rivolge alle banche per avere un prestito per fronteggiare i consumi di base''. Con l'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, aggiunge Sangalli, ''quei timidi segnali di ripresa avvertiti in questi ultimi mesi si stanno sgretolando. Di fronte a questa situazione il Governo Letta deve iniziare un percorso certo di
riduzione della pressione fiscale''.

Per il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma invece ''bisogna intervenire in modo deciso su poche cose: con una crisi cosi' prolungata non si puo' pensare di risolvere la situazione con degli adattamenti. Ci sono dei problemi di fondo che vanno risolti. Non c'e' nessuna ripresa se il lavoro non genera sicurezze''.

 
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