Martedì 22 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento 23:36
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Crisi, nel 2012 80% italiani cambia abitudini alimentari
La crisi cambia le abitudini di spesa delle famiglie italiane. Il quadro emerge da un'indagine che Nomisma ha realizzato per Pentapolis e che ha così tracciato l'evoluzione delle modalità di comportamenti d'acquisto dal 2010. Nell'ultimo anno ''l'80% delle famiglie'' ha cambiato le proprie abitudini.

"I nuclei familiari - dichiara in una nota Silvia Zucconi, coordinatore dell'Area agricoltura e industria alimentare di Nomisma - hanno adeguato il proprio tenore di vita al reddito con ripercussioni pesanti sulle scelte di consumo e sugli stili di vita che diventano ora espressione della soddisfazione dei bisogni concreti. Si prospetta cosi' un nuovo modello di consumo - aggiunge - che prevede il taglio degli sprechi, la rinuncia al superfluo. Le famiglie inseguono il risparmio con strategie mirate: l'80% ha infatti modificato nell'ultimo anno le abitudini di acquisto''.

"Nel primo semestre 2013, le vendite alimentari calano dell'1,8% e la ricerca dei prodotti alimentari scontati e' uno dei principali driver delle scelte delle famiglie: nel 2013 la quota degli acquisti di promozione e' pari al 28%, rispetto al 18% del 2012''. 

Gli italiani, in soldoni, sono costretti a comprare esclusivamente lo stretto necessario (68,7% delle famiglie). Comprano un po' alla volta e vanno piu' spesso a fare la spesa (50,7%); ma acquistano meno cose in generale (41,5%).

''Altro dato rilevante - rileva nomisma - e' la fortissima attenzione al prezzo: le famiglie acquistano solo prodotti alimentari in promozione (43,3% ); prima di recarsi in un punto vendita verificano i volantini degli sconti e poi fanno la spesa in tanti punti vendita diversi per comprare solo le offerte (34,8%); comprano marche che costano meno (31,3%); vanno al discount (22%). Le famiglie scelgono vie piu' sostenibili'sprecano di meno e buttano via meno cibo nella spazzatura (61,5%); realizzano in casa cose che prima si compravano al supermercato come ad esempio pane, torte, pizza, marmellata (30,6%); comprano direttamente dal produttore preferendo la filiera corta (7,6%). Aumenta quindi la sensibilita' rispetto ai consumi verdi - chiosa Zucconi -: riduzione dei prodotti monouso (58%) e scelta di prodotti alimentari locali (62%)''.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi