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Crisi affossa anche giornalai, -12mila edicole da 2005
Un cocktail letale: Recessione, tasse e crisi dell'informazione tradizionale. Un mix di elementi che sta affossando le edicole, che dal 2005 ad oggi si sono ridotte di circa 12mila. E il futuro non promette certo niente di buono per il loro futuro, anche perché si aggiungerebbe l'ipotesi di un aumento dell'Iva per i prodotti editoriali, dal 4% al 22%, che si tradurrebbe in un nuovo colpo ai consumi di quotidiani e riviste, che contano già ricavi da vendita in calo. Questi dati e preoccupazioni sono forniti da Fenagi, l'associazione di categoria Confesercenti. Nel 2005, secondo i dati Fenagi, si contavano sul territorio circa 42mila punti vendita; nel 2013, il numero complessivo di punti vendita è calato a 30mila unità. A soffrire è stato soprattutto l'universo delle edicole e negozi della rete tradizionale, che hanno visto un saldo negativo di 13mila imprese. Un crollo di certo non compensato dalla piccolissima crescita (intorno alle 1300 unità) della nuova rete. ''E anche per il 2013 si prevedono vendite in crollo - dicono gli edicolanti Fenagi - così spariremo prima della carta stampata. E si mette a repentaglio un servizio di vicinato essenziale''.
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