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Agricoltura, ne stermina più la vendita all'asta che le cavallette: 800 aziende solo a Ragusa

L'imprenditore di Vittoria (Ragusa) Angelo Giacchi ha sospeso dopo quattro giorni lo sciopero della fame contro la vendita all'asta dell'abitazione e degli altri beni del titolare d'impresa. Situazione comune ad altri 800 casi solo in provincia di Ragusa, "perche' la situazione delle aste giudiziarie - spiega Giacchi - e' esplosiva e lo Stato deve tutelare chi ha lavorato e si trova in difficolta', non gli usurai, i truffaldini e gli approfittatori che aspettano di impossessarsi di un bene immobile per pochi soldi". Il prefetto - riferiscono fonti dell'ufficio del governo - si e' messo al lavoro per favorire un incontro fra Giacchi e gli istituti di credito. Si tratta di trovare una soluzione che consenta a Giacchi di pagare i debiti senza "regalare" quattro case, un garage e 150 mila metri quadri di serre con un ribasso d'asta del 40%. Inoltre, mercoledi' Giacchi sara' sentito in commissione Bilancio dell'Ars insieme ai rappresentanti degli istituti regionali di credito Irfis, Crias, Ircac e del servizio di riscossione. “Non possiamo permettere che continui lo sciacallaggio indiscriminato a danno delle nostre aziende e delle nostre case”, dice Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Le vendite all’asta sempre più numerose a cui stiamo assisntendo e che mettono in ginocchio la nostra gente e il nostro territorio non può continuare tra l’indifferenza generale e in modo particolare delle istituzioni”.

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