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Milano Finanza: La partita a scacchi dell'Unione bancaria
Eurogruppo ed Ecofin da un lato, Consiglio e Parlamento europeo dall'altro, per ora separati solo ratione materiae sul progetto di Unione bancaria. Per il 18 dicembre, scrive Milano Finanza, si prevede una nuova riunione dei ministri finanziari su tale progetto, prima del vertice dei capi di Stato e di governo del 19 e 20. Vi sono ancora questioni in sospeso sul meccanismo unico di risoluzione delle crisi, pur essendosi registrati passi avanti nell'ultimo vertice dei ministri finanziari. La soluzione verso cui ci si orienta e' l'istituzione di un organismo ad hoc formato dai rappresentanti degli organi di controllo dei singoli Paesi, le cui decisioni pero' sarebbero sottopose al parere obbligatorio, e sembra vincolante, della Commissione Ue. E' inutile dire che si tratta di una mediazione al ribasso tra le differenti posizioni che ha il difetto di non valorizzare una funzione cruciale per l'autonomia e indipendenza di tale organismo da una istituzione pur sempre politica come la Commissione, che potrebbe avere un potere obbligatorio - non certo vincolante - a condizione che il destinatario non sia un network di organi nazionali ma un soggetto istituito allo scopo e dotato di autonoma personalita' giuridica: insomma un'istituzione di carattere comunitario alla stregua, fatte le dovute distinzioni, della Bce. Contemporaneamente alla seduta dell'Ecofin iniziata il 10 dicembre Consiglio e Parlamento europei hanno definito una bozza di accordo che prevede che in caso di crisi i primi a sopportarne gli oneri fino all'8% dell'attivo siano gli azionisti e gli obbligazionisti, poi per il 5% puo' intervenire il fondo di risoluzione alimentato dalle banche, quindi si apre la strada a eventuali interventi pubblici.
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