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Cipro assediata dalla Ue

La Russia manda a dire al governo dell’isola che il suo aiuto è subordinato allo sfruttamento del gas scoperto nelle acque cipriote

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Le banche a Cipro restano chiuse fino almeno fino a martedì prossimo per evitare gli effetti del «corralito» come in Argentina nel 2002, con un bank run generalizzato. Nel frattempo sono state annunciate restrizioni nei ritiri per il prossimo futuro. Gli europei aspettano che Cipro proponga un «piano B» per trovare 5,8 miliardi, considerati necessari come contributo locale per ottenere l’aiuto di 10 miliardi dalla trojka (Ue, Bce, Fmi) destinato ad evitare il fallimento dello stato. Ieri, Olli Rehn, commissario agli affari monetari, ha annullato una conferenza stampa a Bruxelles per evitare domande su Cipro. Saltato anche il suo viaggio a Mosca – dove sarà presente Barroso, presidente della Commissione – per un bilaterale Ue-Russia sulla situazione cipriota. Ieri, nella capitale russa c’era anche il ministro cipriota delle finanze, Michail Sarris – su cui circolano voci di dimissioni -, volato a Mosca per cercare soldi. Ma non sembra che per il momento ci sia un accordo, anche se Sarris ha parlato di «buon inizio» del dialogo con i russi, che hanno 19 miliardi di depositi nelle banche cipriote e 12 miliardi di partecipazioni nelle banche del paese (e hanno già prestato 2,5 miliardi).
La Russia chiede molto come contropartita per venire in aiuto di Cipro: vuole almeno il 20% sui giacimenti di gas nelle acque territoriali a sud dell’isola: acque territoriali contestate da altri paesi mediterranei, dalla Turchia a Israele (il gas, scoperto nel 2011, non darà reddito – stimato a 300 miliardi – fino al 2018-20). La Russia chiede infine facilitazioni per la sua presenza militare, in sostituzione della Siria. Ieri, il presidente di Cipro, Nicos Anastadiades, ha parlato al telefono con François Hollande dopo aver avuto contatti con Angela Merkel nei giorni scorsi.
La trojka non ha cambiato posizione, malgrado la protesta della popolazione cipriota. Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, dopo aver «deplorato» il «no» al piano del parlamento di martedì sera, ha reiterato la posizione della Ue: «la maggior parte della ricchezza cipriota è depositata nelle banche e sono le banche ad avere problemi, è quindi inevitabile che ce ne occupiamo». La Ue aveva proposto di esonerare dalla tassa i depositi inferiori ai 100mila euro, ma il liberista Anastasiades ha rifiutato (per proteggere i grossi investimenti russi, che in questo caso avrebbero subito una tassa superiore al 15%, invece del 9,9%). Hollande ha criticato «l’errore» di aver «coinvolto» i piccoli risparmiatori. Angela Merkel, dal canto suo, ha affermato che Cipro ha il «dovere» di trovare una soluzione. In Germania, accusata a Cipro di essere la causa della precipitazione della crisi, l’Spd rimprovera Merkel di aver compiuto un «flagrante errore politico»: sotto accusa è l’aver permesso che Cipro proponesse la tassazione per i depositi sotto i 100mila euro. «La possibilità di tassare i piccoli correntisti – ha affermato l’Spd Peer Steinbrück – ha alimentato la crisi. Tocca tuttavia a Cipro prendere le decisioni per uscire da questa situazione. Ma devono essere gli azionisti e i grossi correntisti ciprioti a dare il maggior contributo».
Nelle banche di Cipro ci sono 70 miliardi, un’ipertrofia del settore rispetto ai 20 miliardi di pil del paese, e i depositi sono remunerati al 5%, una cifra altissima rispetto alle altre banche europee. Molto più drastica, la ministra delle finanze austriaca, Maria Fekter, che ha escluso che il Mes (il salva-stati europeo) o la Bce vadano in soccorso di un «pozzo senza fondo». Addirittura, dalla Bce è stata ventilata l’ipotesi di un blocco della liquidità: «la liquidità di emergenza della Bce è disponibile solo per le banche solvibili – ha detto Jörg Asmussen, del direttivo – ma le banche cipriote non sono solvibili se non vengono ricapitalizzate rapidamente». In caso di blocco monetario – una minaccia enorme, Cipro ha soldi al massimo fino a giugno – seguirebbe un blocco economico (impossibilità di pagare qualsiasi importazione, a cominciare dal petrolio), che affonderebbe l’isola. Cipro è sotto assedio, tra Bruxelles e Mosca. Smentita la voce della vendita della Cyprus Popular Bank ai russi.

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