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S&P: da banche tagliati 44 mld a imprese nel 2012. Rischio taglio rating

Nel corso del 2012 le banche hanno tagliato alle imprese italiane ben 44 miliardi di euro di finanziamenti. E' il drammatico quadro che emerge da un report di Standard & Poor's in cui si prevede un sempre maggior ricorso alle emissioni obbligazionarie da parte del nostro tessuto produttivo per far fronte alla 'stretta' creditizia. Significa in pratica che le aziende non riuscendo a far aprire i rubinetti alle banche cercano i soldi da investitori privati tramite l'emissione di bond. Le aziende più grosse ci riescono, ma le piccole e medie possono ambire ad intercettare la massimo investitori territoriali. Questo si traduce in una grande crisi di credito di quello che è il nostro principale tessuto produttivo.

«Riteniamo che ulteriori azioni negative sul rating sono possibili nel 2013 in mancanza di una ripresa dell'economia domestica nell'ultima parte dell'anno», afferma Standard & Poor's nel suo report dedicato allo spostamento delle imprese verso il mercato dei bond. «Deboli risultati operativi stanno pesando sulla qualità del credito di molte delle 36 società che esaminiamo in Italia» rileva S&P sottolineando che il trend dei rating è stato «moderatamente negativo» nel 2012 e nel primo trimestre del 2013. Delle 25 azioni adottate, quelle negative sono state più del doppio di quelle positive. 

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