Martedì 15 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento 16:48
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Crisi, calo del credito al consumo - 4%. Famiglie in difficoltà, non riescono neanche più a indebitarsi
E' nel 2013 che si registra un altro calo consecutivo delle consistenze del credito al consumo: si tratta di meno 4% rispetto al 2012.

L'andamento è preoccupante: denota in modo chiaro la situazione grave di crisi delle famiglie italiane.

Il disagio profondo che i cittadini affrontano ogni giorno è tale da non permettergli di indebitarsi.

Ad accelerare inoltre questa tendenza c'è l’insostenibile clima di incertezza sul fronte fiscale: i cittadini non possono programmano nulla finché non conosceranno cosa deciderà il Governo su IVA, IMU e Tares (che per costi diretti e costi indiretti potrebbe incidere sul potere di acquisto per 937 euro).

Insomma, dal 2002 al 2009 vi è stata una crescita continua delle consistenze debitorie.

Un andamento dovuto al fatto che, con l'avvento dell’Euro, per riempire la perdita del potere di acquisto che derivava dal forte aumento dei prezzi e delle tariffe, e per mantenere standard di vita, le famiglie hanno cominciato a ricorrere in misura sempre più all’indebitamento, con prestiti personali, acquisti rateali e anche per la vacanza.

Dal 2009 – 2010, con l’aggravarsi degli effetti della crisi le famiglie hanno diminuito gli acquisti, anche rateali.

Il calo più importante si registra nel 2013.

“Si tratta di un segnale di forte allarme che il Governo non può più ignorare.” - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
Per questo è urgente intervenire con misure concrete ed efficaci per avviare un deciso rilancio del potere di acquisto delle famiglie, attraverso detassazioni e investimenti per il lavoro e l’occupazione"
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