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Crisi, banche a gonfie vele ma per il credito va sempre peggio. Vincono gli speculatori
Nei giorni scorsi i maggiori banchieri internazionali hanno aperto la fase di Basilea 3 e, parallelamente, va avanti in Europa il processo di centralizzazione dei controlli da parte della Bce. Si prepara una stagione di "falsa crescita", ovvero di "creditless recovery", come la chiamano gli esperti. Forzieri sempre più gonfi ed economie reali alla canna del gas. Insomma, hanno vinto i finanzieri mordi e fuggi. Le banche stanno ancora riparando i danni della speculazione della stagione dei subprime. E anche laddove ciò si è fatto sentire di meno, come in Italia, i buchi dell'allegro banchetto degli anni passati sono ancora evidenti.

"Con la complicita' del Governo Letta-Saccomanni, del presidente della Bce Mario Draghi e della Banca d'Italia, le banche italiane, che hanno ricevuto 274 miliardi di euro dalla Bce al tasso dell'1%, invece di assecondare la richiesta di credito che arrivano da famiglie ed imprese, preferiscono speculare revocando i fidi con un preavviso di 24 ore per impiegare quella enorme massa monetaria raddoppiando nel biennio gli acquisti dei titoli di Stato", sottolineano Adusbef e Federconsumatori che mettono il dito sulla piaga della crisi, ovvero il credito all'economia reale.

Come dimostra l'ultimo bollettino di Bankitalia - sottolineano le due associazioni di consumatori - l'ammontare dei titoli di Stato nei portafogli delle banche e' arrivato a novembre 2013 a 403 miliardi di euro, mentre a fine 2011 il pacchetto di obbligazioni del Tesoro in mano alle banche era pari a 209 miliardi, a fine 2012 era a 331 miliardi, mentre nel 2010 era di 193 miliardi di euro, con un vero e proprio raddoppio degli acquisti dei bond statali nell'ultimo biennio.

Uno scandalo di cui nessuno parla – concludono Adusbef-Federconsumatori -, essendo frustrata e raggirata a funzione creditizia da questi manutengoli del potere economico-mediatico, che ha portato il Paese al collasso economico per precise responsabilita' della politica monetaria Bce-Bankitalia che strangola l'economia, produce sfiducia, alimenta la deflazione”.

La protesta arriva anche dalle imprese che vedono nell’arrivo di Basilea 3 una opportunità mancata se non si apre “un tavolo permanente tra le associazioni di categoria, il governo e gli organi di vigilanza al fine di valutare nuovi metodi di valutazione e criteri innovativi per giudicare le richieste di finanziamento da parte delle imprese". "Specie per le aziende di minore dimensione, le micro e medie imprese in particolare – dichiara il presidente Paolo Longobardi - il 2014, senza l'opportuno supporto della liquidita' bancaria corre il rischio di trasformarsi come l'anno peggiore: il credit crunch va avanti e non tende a diminuire la stretta da parte degli istituti. Anzi: e' assai probabile che il trend negativo continui e peggiori, aggravando una situazione gia' da allarme rosso".

Per Stefano Caselli, professore alla Bocconi e direttore del Master of Science in Finance dell'ateneo, se da una parte l'accordo dei banchieri conferma l'approccio secondo il quale banche piu' capitalizzate e limiti all'utilizzo della leva rendono il sistema piu' stabile e sicuro, dall’altra “non viene invece data l'attenzione dovuta al momento speciale con poca ripresa, che vivono molti paesi europei a partire dall'Italia, ne' ci sono incentivi per le banche che finanziano il sistema economico. Il rischio - spiega - e' che i vincoli possano porre un freno ai finanziamenti da parte delle banche commerciali in Italia, in Spagna, in Francia ma anche in Germania mentre le banche di investimento abbiano ancora campo libero''.

Se e' vero che i nuovi criteri entreranno in vigore dal 2018 e' altrettanto vero che ''le banche li stanno gia' scontando e applicando nei fatti''. Inoltre, osserva Caselli, in autunno con la Bce che diventa pilota unico anche nella vigilanza e' presumibile che le scadenze vengano anticipate''.
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