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Crisi, a novembre il fatturato si sveglia. Ma il dato riguarda l'export
L’Istat ci dice che il fatturato dell’indutria a novembre ha subito un piccolo incremento, peraltro congiunturale. Dopo 22 mesi di segni negativi, un segnale flebile, che nemmeno aiuta a dire che la tendenza è invertita perché, come fanno notare gli esperti del Codacons, è indubbiamente legato a un rimbalzo e alla restaurazione delle scorte. E quindi, da qui a dire che la crescita è ripresa ce ne corre. Primo, perché il valore, lo 0,4%, è calcolato in termini tendenziali; secondo, perché il peso dell’aumento poggia tutto sull’export. Non che l’export non sia un elemento importante per l’economia italiana.
Il punto è che per una crisi caratterizzata innanzitutto da un freno senza precedenti dei consumi interni, il buon andamento dell’export, che peraltro ha quasi sempre avuto performance positive grazie al ruolo dell’economia tedesca, non incide più di tanto. A novembre il fatturato dell'industria, al netto della stagionalita', aumenta dello 0,9% rispetto ad ottobre, registrando il medesimo incremento sia sul mercato interno sia su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo aumenta dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti (+1,7% per il fatturato estero e variazione nulla per quello interno).
Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di novembre 2012), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,4%, con un calo dell'1,8% sul mercato interno ed un incremento del 4,8% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+3,0%), per i beni intermedi e per l'energia (+0,7% per entrambi), mentre i beni di consumo registrano una flessione (-0,4%).

I dati Istat su fatturato e ordini all'industria sono "finalmente positivi, ma considerato che, ad esempio per il fatturato, vengono dopo ben 22 mesi di cali consecutivi, potremo gioire solo dopo 22 mesi di aumenti", commenta il Codacons in una nota. Per l'associazione di consumatori, in particolare, "e' una buona notizia che gli ordinativi siano per la prima volta trainati dal mercato nazionale e non, come in passato, dal mercato estero, ma l'impressione, purtroppo, e' che si tratti di un rimbalzo tecnico e non di una inversione di tendenza". Il fatturato, prosegue il Codacons, "continua ad essere spinto dalle esportazioni e, con le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, difficilmente questa situazione potra' cambiare nel breve e medio periodo”.

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