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"La ripresa? Ve la sognate". Le critiche a Ue e Italia dal vertice di Davos
"Sarebbe poco prudente dire che siamo fuori da ogni rischio e che ci saranno solo notizie positive , perche' le cause strutturali della nostra difficolta' ci sono ancora tutte". Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo Economico, intervistato ai microfoni de "L'Economia prima di tutto" del Gr Rai, è una delle tante voci fuori dal coro a proposito di una non meglio identificata ripresa economica. Da quando pochi giorni fa l’Fmi ha rivisto la crescita dell’Italia per il 2014 nemmeno a palazzo Chigi sono così convinti del “vento in poppa”. Certo, il titolare dell’Industria ha in mente ben altro, ovvero il costo del lavoro. Per dirla in soldoni, vuole dare un bel taglio alle buste paga di chi un lavoro ce l’ha ancora. E quindi ha tutto l'interesse a moderare gli animi. Ma ormai le riletture a mente fredda delle statistiche confermano che la curva va verso il basso. La previsione di Confcommercio, secondo cui per il 2014 la crescita del Pil sara' pari allo 0,3%, dopo il -1,8% del 2013, ed i consumi scenderanno dello 0,2%, dopo il -2,4% dello scorso anno, e' l'ennesima stima che smentisce le ottimistiche previsioni del Governo. E arriva a ridosso di quella del Fmi, che ha ridotto la crescita del Pil allo 0,6%, contro lo 0,7% precedente.

Europa impantanata
Anche da Davos, uno dei due o tre vertici mondiali dove si può parlare fuori dall’ufficialità viene fuori un quadro europeo molto compromesso. Ken Rogoff, capo economista del Fondo monetario internazionale usa parole sferzanti: “L'Europa e' ancora impantanata". "Ci sono stati dei successi politici non trascurabili", spiega, come la svolta sull'unione bancaria. Ma in prospettiva l'Europa e' ancora frenata da una popolazione che invecchia, per tutelare la quale sta perdendo le giovani generazioni con una disoccupazione "inaccettabile". Gran parte dei Paesi "sono ancora in recessione". Ha un problema "sistemico" con le banche che verra' alla luce con i test Bce. E soprattutto prima o poi dovra' fare i conti con "il sovraccarico di debito" pubblico e privati, che potrebbe richiedere persino ristrutturazioni.

"L'Italia rimbalza sul fondo"
Martin Sorrell, amministratore delegato del colosso pubblicitario inglese WPP, parla di un'Italia che "rimbalza sul fondo", una Spagna in ripresa ma con una disoccupazione enorme, il rischio di un mondo a due, dominato da Cina e Usa. La sua ricetta, rendere flessibile il mercato del lavoro, per superare la "tragedia" di una disoccupazione giovanile che viaggia verso il 50%. Ondata di pessimismo, anche, da Axel Weber, numero uno di Ubs ed ex presidente della Bundesbank e consigliere Bce. "La ripresa c'e' ma non c'e' nessun motivo per essere eccitati", e' una ripresa debole, eterogenea e insufficiente per abbassare la disoccupazione, che e' la vera sfida. "Potrebbero riaffacciarsi rischi", avverte il 'falco' tedesco - uno sono le elezioni europee dove gli euroscettici potrebbero diventare una forza ragguardevole. L'altro la revisione dei bilanci bancari da parte della Bce che potrebbero accendere tensioni: "mi aspetto che alcune banche non passino i test, nonostante le pressioni della politica". "Gli Usa sono tornati, l'Europa no", rischia 20 anni di crescita al lumicino, taglia corto Pierre Nanterme, a.d. di Accenture. Christophe de Margerie, capo della Total, la butta in provocazione e dice che l'Europa dovrebbe essere classificata come "Paese emergente". "I rischi di una crisi imprevista nell'Eurozona sono diminuiti, ma i problemi fondamentali restano in larga parte irrisolti", sintetizza Nouriel Roubini. Intanto da Robert Shiller, Nobel per l'economia, arriva l'allarme: la corsa delle borse mondiali "rischia di finire male".

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