Domenica 09 Agosto 2020 - Ultimo aggiornamento 09:15
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Finanza speculativa, indagati i vertici della Bnl
I vertici di Bnl, ''nonostante le anomalie e le irregolarita' rilevate'' nelle ispezioni compiute da Bankitalia e Consob e portate a conoscenza del management della banca, hanno omesso - secondo l'accusa - di ''adottare tempestivamente e proficuamente delibere, iniziative, procedure e tutti gli atti necessari a garantire l'effettivo rispetto'' della normativa esterna e interna in tema di strumenti finanziari derivati e sulla correttezza delle modalita' di vendita dei prodotti. Lo scrive il pm di Trani, Michele Ruggiero, nell'avviso di conclusione delle indagini per truffa fatto notificare ai vertici di Bnl. Lo spesso pm, nei giorni scorsi, a conclusione di un'altra indagine sui derivati, ha fatto notificare l'atto di fine indagine al presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli, all'ex ad della banca ed ex ministro Corrado Passera, e ad altre 13 persone.
L'inchiesta sul management di Bnl e' relativa alla ingegnerizzazione e conseguente vendita di derivati swap ad un imprenditore pugliese operante nel settore della ristorazione che aveva contratto con Bnl un mutuo da 3 milioni di euro. Il derivato ''nocivo'' - secondo l'accusa - fu fatto sottoscrivere al cliente (contestualmente al mutuo) con l'inganno, in quanto sarebbe servito (ma solo a parole) a proteggere l'imprenditore dalle oscillazioni del tasso variabile a cui era stato accorato il finanziamento. In realta' - sempre secondo il pm - il derivato (destinato ad una clientela esperta) era strutturato in modo tale da essere speculativo, quindi rischioso e dannoso per il cliente (totalmente privo di esperienza in prodotti finanziari) e favorevole solo per la banca. Le perdite del derivato e la risoluzione anticipata del contratto swap - secondo le indagini - procurarono al cliente 'Malo srl' perdite per circa 592 mila euro. Nonostante i rilievi di Bankitalia e Consob - secondo l'accusa - il management di Bnl ha avallato il collocamento dei derivati sul territorio e non ha impedito che si consumasse l'evento truffa, che era ''prevedibile'' e che gli indagati ''avevano l'obbligo giuridico di impedire'' .
Tra i 16 indagati accusati di truffa pluriaggravata e continuata, il presidente del Cda, Luigi Abete, l'amministratore delegato e direttore generale Fabio Gallia, il vicepresidente Sergio Pietro Erede, il vicedirettore generale di Bnp Paribas ed ex consigliere d'amministrazione di Bnl, Pierre Paul Francois Mariani; il responsabile della direzione finanza di Bnl e vice dg, Angelo Novati, l'ex direttore della divisione corporate di Bnl, Paolo Alberto De Angelis, il direttore della divisione retail & private di Bnl, Stefano Calderano, il responsabile del mercato private, Roberto Fredella, il responsabile della rete territoriale e vice dg, Marco Tarantola; il responsabile mercato retail Alessandro D'Agata, Nicola D'Anselmo, responsabile divisione corporate ed investment banking, e il membro del comitato di direzione di Bnl e direttore area rischi, Massimo Bonciani. Vi sono poi altri quattro indagati - Antonio Zagari, Vincenzo Piro, Pietro Augusto Esposito e Isa Ernestina Sciscioli - tra capi area e funzionari in servizio in Puglia.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi