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Crisi, per due italiani su tre la Ue è un danno per l'economia italiana
Se da una parte è del 72% la percentuale di italiani che si dichiarano personalmente colpiti dalla crisi economica, dall’altra ben due italiani su tre sono convinti che la Ue abbia danneggiato la nostra economia.
Sono i dati della 13/a edizione del 'Transatlantic Trends' del German Marshall Fund of the United Stats (Gmf), la piu' autorevole indagine annuale dell' opinione pubblica in Europa e negli Stati Uniti sulle principali questioni internazionali del momento. Dall’indagine, condotta in 11 paesi europei, più Russia e Stati Uniti, il 66% degli italiani che ritiene che "la Ue ha danneggiato l'economia del paese" rappresenta addirittura il dato peggiore, in Europa, rispetto a quello di Portogallo (56%), Spagna (53%), Germania (47%), Francia (46%) e persino della stessa Grecia dove appena il 44% dei cittadini accusa Bruxelles.
Se una larga maggioranza dei cittadini italiani (65%) continua a pensare che appartenere alla Ue rappresenta un "beneficio" per il proprio paese, è solo per quanto riguarda le liberta' personali (di viaggio, lavoro e studio) non la gestione della crisi economica. Che continua a segnare un solco tra nord e sud. In Germania il 60% pensa che la Ue non ha fatto abbastanza per affrontarla, ma il 72% e' anche convinto che siano stati i paesi del sud a non fare la loro parte. In Italia invece e' l'87% a credere che sia Bruxelles a non aver agito nel modo giusto (anche se il 74% riconosce anche errori dei governi nazionali).
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