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"Europa cieca. Alla Grecia chiede di fare ciò che non è mai stato chiesto a nessun paese". Intervista a Roberto Romano
L'Europa sembra voler volontariamente perdere l'occasione di un rinnovamento sostanziale preda, anche in questo caso, degli egoismi...
Diciamo che siamo in una situazione nuova, che non ha precedenti storici e che chiunque faccia comparazioni con l'Argentina o paesi simili sbaglia paradigmi. E questo per l'ovvio motivo che l'euro è una moneta nuova in un continente più o meno omogeneo e che ha determinato alcuni equilibri. Ed in più l'euro è diventata addirittura moneta di riserva. E questo dovrebbe indurre a una maggiore consapevolezza da parte di chi governa l'Europa. Eppure questa consapevolezza sembra sfumata in un arco di tempo abbastanza breve. Tutto ciò è davvero poco ragionevole.

Insomma, c'è qualcuno che sta intorbidendo le acque volontariamente...
Che la Grecia abbia la necessità di fare alcune riforme di struttura, e non strutturali, non sono sinonimi, come il miglioramento della macchina pubblica, del sistema di tasszione e della struttura turistica, lo sanno tutti, e anche lo stesso Tsipras. Il punto è che per far questo occorrono tempo e investimenti. Quello che pochi dicono è che l'attuale situazione della Grecia non è causata da Tsipras, ma risale al 2001. Come ha già sottolineato Prodi, a quel tempo la Grecia non aveva i numeri per entrare nel consesso europeo, ma ci furono alcuni paesi come Francia e Germania che caldeggiarono una scelta di tipo politico. I governi di centrodestra che hanno avuto questa possibilità di sforare i conti pubblici non hanno fatto niente per avvicinare la Grecia all'Europa. 

Il debito è un concetto normalissimo in economia...
Può succedere che un paese indebitato come la Grecia si trovi in difficoltà. Ma un conto è assicurare che il debito possa essere pagato nel tempo, un conto è esigere che il debito venga pagato immediatamente. Sono due cose completamente diverse. Alla Grecia viene chiesto di fare qualcosa che non è stato chiesto a nessun altro paese. Alla fine l'Irlanda, Cipro e la stessa Spagna hanno messo in campo una bad bank in cui i debiti sono sfumati. Insomma, l'Europa pur sapendo che l'euro hai ormai il rango di moneta di riserva internazionale si sta comportando come un "granducato". 

L'Europa sembra sempre più a guida tedesca, e questo già di per se è un fattore di forte disgregazione.
Dovremmo metterci nella testa delle istituzioni europee. Le istituzioni europee hanno un progetto europeo che vede il ruolo della Commissione europea non come soggetto di governance ma come l'ente che determina le linee di comportamento per quanto riguarda i conti pubblici, le attività finanziarie e il sistema creditizio. E in base a questo determina gli ordini di grandezza che i paesi devono rispettare per rimanere nell'Europa. Quindi, non governo dell'economia ma un comando ai singoli stati sul comportamento da tenere in caso di avanzi primari, a cui deve essere indirizzata la politica fiscale. Avanzi primari che devono far fronte agli shock economici internazionali. Questa cosa significa che l'Unione europea non ha un ruolo economico e di crescita. Il limite del progetto di riforma dell'Europa e del confronto con la Grecia è proprio questo, non c'è politica economica. Questo vuol dire assegnare ai singoli stati la soluzione della crisi. Ma questo non esiste in nessuna parte del mondo in cui ci sia una realtà federale. 

Ho notato che nella comunità internazionale degli economisti c'è abbastanza omogeneità misure da prendere nei confronti della Grecia, e non coincidono con quanto si è discusso a Bruxelles.
Gli economisti hanno una idea abbastanza unanime. Questo confronto si poteva risolvere con l'haircut o con lo swap proposto da Varoufakis. 

In tutto questo il Parlamento europeo?
E' possibile, mi chiedo, che le istituzioni possono decidere di cancellare paesi e persone senza che il parlamento europeo che rappresenta quelle persone dica nulla. Non sono stati capaci nemmeno di una moral suasion. Eppure i temi in ballo sono strategici mi pare. Parlo di tutti, non solo dei parlamentari sociali o popolari. 

Che ruolo ha il fattore geopolitico, più volte evocato da Tsipras?
Gli Stati uniti hanno conosciuto sulla propria pelle come una cosa piccolissima possa diventare enorme, come la vicenda Leehman Brothers. Hanno oggettivamente paura. Perfino al Germania fu salvata per problemi geopolitici. Sull'importanza di questa considerazione c'è molta consapevolezza sia da parte di Obama che da parte dei repubblicani. Se la Grecia è davvero senza liquidità da qualche parte i soldi li deve prendere. E il magnanimo di turno segnerà il destino geopolitico. 

Non esite un'ora X, eppure tutti spargono terrorismo massmediatico come se niente fosse. I processi economici reali in realtà più lunghi e più complessi... 
I movimenti sono complicati. Da oggi, per una settimana ci sarà una periodo di stand by. Tutti sanno che la Bce metterà a disposizione la liquidità necessaria per il sistema creditizio. Debiti e crediti devono continuare ad incrociarsi. L'incognita è la reazione degli speculatori. Se la loro disposizione è di considerare l'attuale crisi come passeggera allora rimarrà tutto tranquillo, ma se loro arrivano a pensare che la linea dura sarà perseguita fino in fondo allora si potrebbero scatenare. E' un processo a più variabili ma se tutto dovesse passare per questa alternativa in mano agli speculatori allora si aprirebbero scenari inediti.
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