Lunedì 19 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento 18:51
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


"La Germania ha una visione egoistica nel breve periodo e miope nel lungo". Intervista a Vladimiro Giacché
Vladimiro Giacché, economista, tu hai già scritto molti saggi sull'euro e sulla Germania, ricordiamo qui Aunschluss. Sembra proprio che la Grecia, con la scelta del referendum, abbia messo allo scoperto le contraddizioni dell'Europa monetarista a guida tedesca. E' realmente così, secondo te?
Il referendum è senz’altro opportuno nel senso che il motivo per cui è stato indetto è abbastanza trasparente. E nelle cose europee la parola trasparenza non è molto usata. Molto semplicemente, il governo Tsipras ha detto che se la proposta ultima delle istituzioni europee era questa allora accettarla avrebbe volà gestita, uto dire tradire il mandato degli elettori. E quindi era meglio sottoporre il quesito al popolo. Se ci sarà un sì la situazione verrà gestita, in caso contrario si potrà rinegoziare da una posizione di forza che nasce da un mandato molto preciso dell’elettorato greco. Questo, incomprensibilmente, ha suscitato un grosso vespaio in Europa. E, per la seconda volta, si è tentato di impedire un reale pronunciamento, la prima volta nel 2011 con Papandreou, del popolo greco sulle politiche di austerity. Papandreou rinunciò, Tsipras ha tenuto. E’ un po’ curioso come un richiamo a dinamiche democratiche sia sostanzialmente rifiutato dall’Europa. Vorrei ricordare che non ci sono solo i referendum non fatti, ma anche le elezioni aggirate. Come quella a fine 2011 con Berlusconi agonizzante e il passaggio dell’esecutivo al cosiddetto governo tecnico senza colpo ferire.

Una trasparenza quella della Grecia a cui non ha corrisposto una correttezza di Bruxelles, che ha cominciato a fare forti pressioni sul referendum. Uno strappo non consueto ma che torna dopo anni. Saltano le regole in Europa?
Segno anche del fatto che in questo caso il tentativo è quello di un colpo di Stato legale in Grecia rispetto a un governo non allineato. Basta leggere i principali quotidiani tedeschi, dove i greci sono definiti irresponsabili un giorno su due, per rendersene conto. L’ultima proposta di Tsipras invece di essere considerata una apertura è stata considerata un ulteriore segno di inaffidabilità. I governanti di Atene sono stati considerati personaggi un po’ matti, non validi come interlocutori. Tutto questo è abbastanza orrendo e sarebbe simpatico se gli elettori greci rispedissero al mittente queste accuse,compresi ricatti e suggerimenti arrivati da Bruxelles e dalle cancellerie europee a votare sì. E’ già successo in Europa. Se pensiamo al 1990 e alle elezioni in Germania dell’Est. Qui l’ingerenza è sulla Grecia perché la Spagna intenda, ovvero impedire l’ascesa di Podemos.

Ma chi gestisce la situazione politica ed economica in chiave monetarista è sordo anche agli appelli della maggioranza degli economisti della comunità internazionale. Che instabilità si prospetta?
L’Europa monetarista è instabile per definizione. E questo semplicemente perché in un’area valutaria in cui si accentuano anziché diminuire le differenze tra i paesi questo di per sé mette in crisi il progetto di moneta unica. Moneta unica vuol dire tasso di interesse unico. E, nella misura in cui questi paesi divergono economicamente, è impossibile praticare tassi di interesse che siano validi per tutti. Questo è un tema economico prima ancora che politico. Non ci sono riscontri nella storia dei paesi industriali avanzati. Il crollo greco, che ha perso un quarto di pil in 5/6 anni non ha riscontri. E’ realmente inaudito. Altro che la mancata restituzione al Fondo monetario internazionale dei prestiti. La crisi dell’euro non è la Le Pen, per parlare della Francia, piuttosto che qualche partito euroscettico nei vari paesi, ma una crisi economica.

L’estabilishment tedesco intende cambiare strada?
La verità non è proprio così. Ci sono tensioni salariali certo. E queste sono le benvenute perché una delle principali cause della destabilizzazione in Europa è stata proprio la politica mercantilistica della Germania che non ha incoroporato nei salari gli aumenti di produttività, provocando artificialmente il successo delle esportazioni in Europa della Germania. Il punto è che queste tensioni salariali sono nel solo settore pubblico. E inoltre c’è da tener conto della precarizzazione crescente attraverso i cosiddetti minijobs, quelli introdotti da Schoedrer. La mia impressione è che la Germania non ha nessuna intenzione di tornare indietro da questa strada. Spera di cogliere l’occasione di un sì al referendum per portare avanti la sua politica. Anche perché socialdemocrazia tedesca e sindacati sono assolutamente allineati a questa politica. Gabriel rappresentante dei socialdemocratici nel governo ha detto che non permetterà che i comunisti greci prendano i risparmi ai tedeschi. Questo è il livello di informazione e deformazione che si sta portando avanti in alcuni paesi europei. E’ chiaro che ora non se ne possono uscire che è arrivato il momento di aiutare la Grecia. E’ una trappola diabolica.

A lungo andare questo andamento è distruttivo per tutta l’Europa.
I cosiddetti errori dell’Europa sono stati penalizzanti per alcuni paesi e non per altri. Perché se ci sono una serie di stati completamente deindustrializzati come sta accadendo in Grecia e altrove, la Germania già sa cosa accadrà dopo. Se tu deindustrializzi il tuo vicino poi devi finanziargli i consumi. E’ quello che è accaduto in Germania venticinque anni fa con la riunificazione. E che ora Berlino non può affrontare su scala europea. Una politica egoistica nel breve e miope nel lungo periodo.

Chi ci guadagna in tutta questa vicenda?
Mi ha sopreso la tranquillità dei tedeschi, che pensano di gestire l’uscita della Grecia dall’euro. Quel che penso è che qualcuno dall’uscita della Grecia avrebbe un grande guadagno. Il punto è il valore dei titoli di Stato tedeschi, che potrebbero riprendere quota. In questo modo la Germania può emettere debito e contemporaneamente ridurre il suo debito. Di fatto è una scommessa sulla non tenuta dell’area dell’euro. Fossi in loro sarei un po’ più p reoccupato perché l’uscita della Grecia romperebbe il tabù della irreversibilità dell’euro e quindi potrebbe avere delle conseguenze sistemiche. E credo che anche l’intervento della Bce potrebbe non essere decisivo. Di fatto è una scommessa sulla non tenuta dell’area dell’euro.

Quanto e come ci rimettono i vari paesi?
Dal punto di vista del debito i vari paesi perdono decine di miliardi ma sono contabilizzati già come debiti, ma certo è che se non rientrano sono soldi persi. E’ una delle follie del fondo salva-stati. Il punto è che non c’è neanche certezza sull’entità di queste cifre. Mentre Padoan dice che sono 35 milardi fonti tedesche dicono 20 milardi di più. Il tema principale è che in caso di uscita della Grecia ci sarebbero tensioni sui titoli di Stato che potrebbero costare molto di più di quelle cifre. Sono le stesse tensioni che si sono manifestate nel 2011 e che si riproporranno su scala molto più ampia.

Che ruolo ha avuto e potrebbe avere l’elemento geopolitico, che la Grecia ha giocato fin dal primo momento. Non a caso gli Usa si stanno muovendo con un certo allarme.

L’interlocuzione con Cina e Russia sono stati importanti in questi mesi. Ricordiamo per esempio la proposta di aderire alla banca dei Brics, che prevede una riserva di liquidità per affrontare le tensioni nel breve periodo. L’affannarsi di Obama che ha una posizione evidentemente diversa da quella dei tedeschi non nasce da un impulso altruistico ma è proprio attorno al fatto della possibilità che uscendo dall’eurozona potrebbe non aver più voglia di rimanere nella Nato. Segnalo un aspetto di questo interessamento americano. L’euro nel momento del suo lancio fu valutato,anche da me come un contrasto al signoraggio del dollaro. Evidemtente non è così, altrimenti non si spiegherebbe questo interessamento degli Usa. Ricordiamo gli interessi delle multinazionali sul Ttip, e il bisogno di tenere insieme unitariamente, quindi, il quadro politico europeo.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi