Mercoledì 05 Agosto 2020 - Ultimo aggiornamento 08:32
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Consumatori e imprese del commercio preoccupati per il ventilato aumento dell'Iva nella legge di bilancio in autunno
Se l’ipotesi dell’aumento dell’IVA dovesse concretizzarsi, calerebbe un “grande inverno sull’economia italiana e in particolare sui consumi. Lo ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel corso dell’assemblea annuale dell’organizzazione. “Aumentare l’IVA significherebbe far crescere il già insostenibile peso fiscale su famiglie e imprese, penalizzare i redditi più bassi e, quindi, rinunciare ad ogni credibile prospettiva di sviluppo. È una battaglia giusta. Sappiamo bene che l’Iva è solo la punta dell’iceberg: sotto c’è tutta la questione fiscale che va affrontata e risolta”.
Sangalli si sofferma poi sui gravi difetti strutturali che frenano il sistema produttivo italiano: eccesso di burocrazia, deficit di legalità, fragilità del sistema infrastrutturale e dell’accessibilità, ingiusto fardello tributario e insostenibile costo del lavoro che gravano su famiglie e imprese bloccano il mercato. Senza di essi si potrebbe raggiungere il 2% del PIL per l’anno in corso.
Preoccupati del possibile aumento dell’IVA, anche le associazioni dei consumatori. “Se dovesse avvenire il paventato aumento dell’IVA le conseguenze sui consumi e sulle condizioni di vita delle famiglie sarebbero drammatiche: il nostro Osservatorio Nazionale ha calcolato che, a regime, le ricadute per una famiglia media sarebbero di 662 euro annui. Per una famiglia di 3 persone, invece, l’aumento dell’IVA determinerebbe un aggravio si 761 euro annui”, afferma Federconsumatori.
“Consumatori e Confcommercio sono stavolta uniti nel contrastare qualsiasi incremento delle aliquote”, spiega il Codacons. “L’aumento dell’IVA avrebbe effetti devastanti sui consumi, spingendo le famiglie a ridurre la spesa complessiva a fronte del rincaro generalizzato dei prezzi in tutti i settori. Una sciagura per il commercio italiano e una condanna a morte per migliaia di negozi e piccole attività”.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi