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"Squilibrio", ovvero prima di parlare di ripresa occorre un governo che sappia il suo significato. L'ultimo libro di R. Romano e S. Lucarelli. Intervista audio
"Squilibrio" (Ediesse), di Roberto Romano e Stefano Lucarelli (clicca qui per ascoltare l'intervista audio a Roberto Romano) è un libro di taglio accademico. Eppure a leggerlo con attenzione sono numerosi gli spunti che ci aiutano a capire cosa sta realmente accadendo in questa fase in cui la ripresa appare un po' farlocca e il lavoro si precarizza sempre di più. Il nodo centrale è l'innovazione. E la conclusione messa avanti dai due economisti è che occorre un governo in grado di affrontarla. Guarda caso è proprio quello che non abbiamo. E non solo nel senso più formale ma in quello, molto più consistente, di una classe politica in grado di governare i processi. Siamo circondati dall'innovazione, ma gestita in questo modo rischia di creare più danni che altro. Serve una visione del futuro, insomma. E tanto più serve al Bel Paese che sembra aver smarrito lo stampo della sua capacità di adattarsi alle mutazioni rispondendo con un alto grado di creatività. Ovviamente il punto no è la creatività in se, ma l'applicazione di una spinta positiva nel momento in cui l'economia, in tutte le sue sfaccettature, sembra andare un po' per conto suo tra speculazioni finanziarie, nuovi poteri geopolitici, monopoli. 

Anche da "Squilibrio" una forte critica all'Europa, ormai incapace di rispondere intermini politici alla sfida della crisi imbozzolata come è dentro la dimensione monetarista.
Chicca da non trascurare. "Squilibrio" ha la prefazione di Paolo Leon, che rappresenta l'ultimo suo scritto pubblico vergato poco prima di lasciarci.
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