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Maltempo, danni anche nell'Arco Jonico, Fabbris: "Servono interventi urgenti, ma soprattutto la riforma di una leggina umiliante per chi lavora la terra"
“Ci battiamo da molti anni contro la cecità delle istituzioni di fronte alle calamità naturali. E’ sempre più urgente attivare misure straordinarie, e la riforma di quella umiliante leggina, la 102/84, che di fatto ha peggiorato la situazione”.

Sull’ennesima calamità che ha devastato con una grandinata l’arco Jonico tra Puglia e Basilicata, Gianni Fabbris, candidato alle Europee 2019 (lista La sinistra), ha deciso di sospendere addirittura la campagna elettorale. Obiettivo, riunioni di coordinamento con Altragricoltura, di cui è presidente, e con il Movimento Riscatto per fare il punto della situazione e coordinare le prime azioni. La grandinata ha interrotto il lavoro di molte aziende che stavano per raccogliere.

Dal 2011 in quest’area si sono succedute 3 alluvioni devastanti (7 morti), diverse gelate e nevicate straordinarie (anche sul mare) fra cui una (tre anni fa) che ha messo in ginocchio aziende allevatrici e frutteti. Questa grandinata poco prima del raccolto dell’ortofrutta ha distrutto in vaste aree le piantagioni.

“Gli agricoltori hanno avuto (a volte) l’elemosina di pochi spiccioli – si legge in una nota firmata da Gianni Fabbris – e sono stati lasciati soli a gestire gli effetti sempre più dirompenti dei cambiamenti climatici e dell’incuria nella gestione del territorio”.

Fabbris sottolinea che serve la riforma “di quella leggina inutile e umiliante che è la 102/84 che (dopo aver smantellato il fondo pubblico di solidarietà) privatizza il rischio e consegna gli agricoltori nelle mani delle compagnie di assicurazione (che spesso non pagano e comunque rifondono il danno subito solo in piccola parte)”.

“Cosa altro ci vuole a capire che servono misure straordinarie? – continua Fabbris -. La classe dirigente e politica (distratta da inesistenti emergenze di sicurezza) riuscirà finalmente a rispondere a quello che il mondo delle campagne chiede da tempo?”.

“Lo volete capire – aggiunge Fabbris – che le aziende in crisi (con il prodotto che non viene pagato dalla speculazione commerciale) non hanno soldi per pagarsi polizze spesso inutili? Lo volete capire che serve una strategia per affrontare gli effetti dell’intreccio fra cambiamenti climatici, incuria del territorio e crisi economica? Lo volete capire che se le aziende non riusciranno a coprire le perdite chiuderanno?
Lo volete capire che i cambiamenti climatici non sono una occasione per fare passerella elettorale e che la tutela delle aziende passa anche per la capacità di garantire che gli investimenti siano messi in sicurezza?”

Sono molti anni che con Altragricoltura e il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si battono “e a volte siamo persino riusciti a raggiungere qualche risultato ma, adesso, non basta più resistere serve portare a casa la Riforma e le misure straordinarie urgenti che ci servono. Campagna elettorale o meno, al lavoro e pronti alla mobilitazione!”, conclude Fabbris.

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