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Dieselgate, il Tar del Lazio conferma la maximulta a Volkswagen comminata dall'Antitrust
Il Tar del Lazio ha confermato la maximulta da cinque milioni di euro inflitta nell’agosto 2016 dall’Antitrust a Volkswagen per aver commercializzato in Italia auto diesel omologate attraverso il software in grado di alterare i dati dei test sulle emissioni che è stato al centro dello scandalo ‘Dieselgate’. “Un fatto importante, considerato che la sanzione era pari al massimo edditale”, commenta Massimiliano Dona, presidente di Unione Nazionale Consumatori. “Certo il legislatore farebbe meglio a eliminare del tutto i tetti, stabilendo il principio che le multe devono sempre essere superiori all’illecito guadagno e commisurate al fatturato dell’azienda. Ma cinque milioni di euro sono comunque una sanzione importante e significativa. Il rischio era che venisse ridotta dal Tar” conclude Dona.

Per il Codacons la multa invece risulta ancora irrisoria rispetto al danno commesso, molto lontana dalle pesanti punizioni inflitte alla casa automobilistica da paesi come Stati Uniti e Germania.

“5 milioni di euro di multa non sono nulla rispetto alle maxi-sanzioni comminate all’estero nei confronti di Volkswagen, e che ammonterebbero ad un totale di circa 8,5 miliardi di euro, tra sanzioni pagate e quelle da versare tra il 2019 e il 2020”, spiega il presidente Carlo Rienzi.

“Il Governo italiano è rimasto immobile dinanzi allo scandalo “Dieselgate” che ha coinvolto migliaia di automobilisti e prodotto danni all’ambiente, e l’Italia è tra i pochi paesi a non aver adottato punizioni nei confronti della società”.

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